A Maggianico l'amatore delle belle arti osserverà la palla d'altare divisa in otto scompartimenti, bellissimo lavoro di Bernardino Luini. Rappresenta la Madonna col divin Pargoletto e il Padre Eterno. Quest'opera minata dal tempo venne di recente restaurata e collocata in un nuovo altare di marmo carrarese intagliato. Degno raffronto con essa è l'altra palla che vedesi nella stessa chiesa, squisitamente pennelleggiata da Gaudenzio Ferrario, a cui non sarebbe inutile un ristauramento di qualche abile artista.

Olginate nell'ecclesiastico dipendeva anticamente dal vicino Garlate a cui ti guiderà un'ampia strada diritta presso ad essere terminata. In questa terra oggi di nessuna considerazione fu già una Corte, e Lotario imperatore nel secolo X. dell'era nostra vi fondò un castello.

Da qui si ascende a Galbiate per una strada che corre acclive sulla costa del monte di Galliano notevole pei molti strati calcari della stessa natura di quei nominati dianzi, quasi perpendicolari nella direzione da nord-est a sud-ovest della grossezza da tre sino a cinque piedi.

Galbiate siede al sommo del monte, osserva ad occidente il lungo corso dell'Adda, i piani e i monti bergamaschi, ad oriente vagheggia i ceruli laghetti del Piano d'Erba e le incantevoli colline della Brianza. Ha una bella chiesa con campanile, sopra disegno dell'ingegnere Brioschi, veduto per la sua posizione in molla lontananza. Questa terra dipendente una volta dal feudatario della Pieve d'Oggiono comperò la sua emancipazione nel 17 giugno 1654 ed a memoria di questo riscatto rimane qui una lapide che dice:

LIBERTAS
QUÆ TOTO NON BENE VENDITUR AURO
LABORE LITE PRAETIO PARTA
GALBIATENSI VICINIÆ AC FINITIMIS OPPIDIS
REGIA CONCESSIONE FIRMATA TANDEM ARRISIT
FELIX DIES XVII JUNII ANNI MDCLIV
QUA INFEUDATIONIS AC OMNIS INFERIORIS JUDICII
EXCUSSO ONERE
POPULUS HIC SUB POTENTISS. REGIS. HISPANIARUM
VICARIA POTESTATE NEMPE MEDIOLANENSIS SENATUS
SE IMMEDIATE REDEGIT
TANTÆ EXEMPTIONIS MEMORIÆ
QUAM FRANCISCI GEORGII OTTOLINI
REGIÆ DUCALIS CAMERÆ NOTARII
AUTENTICA SCRIPTA PRIVATIM ASSERVANT
HUJUS LAPIDIS RETENTIVÆ CUSTODIÆ
PUBLICE RESIGNANTUR
DIE XVIII. SEPTEMBRIS ANNO MDLXXI[15].

Il convento dei Francescani posto sul Montebaro a settentrione di Galbiate, fu abolito nella generale soppressione del 1810. A Desiderio ultimo re dei Longobardi si riferisce l'erezione d'una rôcca su questo monte e della chiesa di San Michele. Dai viali del monastero per un viottolo ronchioso a spina-pesce si ascende al monte delle crocette, così chiamato da tre croci piantate sulla sua vetta, d'onde l'orizzonte si allarga e diviene più maestoso. Di là potrai vedere i sottoposti laghetti d'Oggiono, d'Annone, indi il lago di Pusiano, cinti a settentrione dai monti della Vallassina, e più in là il comasco a cui fanno contorno i poggi di Varese, ai piedi delle Alpi. A manca corre il guardo fino alle feraci pianure dell'Olona seminate d'innumeri paeselli e borghi, ed a maggiore distanza il duomo della lombarda Capitale. Da una parte distingui per lungo tratto gli azzurri serpeggiamenti dell'Adda e tante vallette e tanti poggi e tante montagne del Bergamasco. È degnissimo di sentirsi in Galbiate l'eco polisillabo, il quale a chi grida d'in su la via risponde da una casa rimpetto fino a quindici ed anche più sillabe. Io l'intesi ripetere per intero i due versi

Che vuoi dirmi in tua favella

Peregrina rondinella?

Chi brama godere amenità di vista senza molto disagio di strada visiti le delizie Balabio e Sanchioli, come non ometta di vedere il molto ameno ritiro che si fabbricò il chiarissimo economista Barone Custodi, ov'è la ricca biblioteca di cui sarà ereditiera l'Ambrosiana.

Se da Garlate ami portarti direttamente a Lecco segui la via militare, passa per le Torrette ove la moltiplicità delle fornaci sono animate dalla roccia calcarea del Montebaro, terrosa, di grana fina, di frattura concoidea, talvolta scagliosa e di colore cinereccio molto chiaro, frammista di selce piramica (pietra focaja) che ora si presenta sotto forma di vene d'uno a due pollici in grossezza, ora di nuclei, qualità che quel monte ha comune con tutta la catena di Galliano.