e' si dicieva alla gente l'han vista: —Questa dé' esser sopr'ogn'altra bella: e veramente qual uomo l'acquista, l'amor di cosí fatta damigella deb'avere di pregio al mondo lista, piú che altro cavalier che monti in sella; però che, imaginando suo bellezze, deb'avanzar tutte le gentilezze.—
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E Gismirante, po' che fue passato alquanti giorni di cota' parole, in grazia al re Artúe chiese comiato, de la qual cosa il re forte si duqle. Infine molti arnesi gli ha donato, quando pur vede che partir si vuole, e po' gli disse:—Or va', e quie ritorna,— ed e' va per veder la dama adorna.
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Ben otto mesi e piue ha cavalcato, sanza trovar ventura questa volta; ma pure una mattina fue arrivato in una selva ch'era molto folta; cosí guardando vide da l'un lato un drago ed un grifon con forza molta che s'azzufâro; ed e' si fé' campione, e liberollo, e uccise il dragone.
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Po' cavalcava il damigel selvaggio, fuglisi innanzi un'aguiglia parata, incominciògli a fare grande oltraggio, però che fortemente era affamata. El damigel, come discreto e saggio, di groppa al suo cavallo ebbe levata un gran pezzo di carne, e si gliel diede. Ella si parte, e mai nolla rivede.
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Po', cavalcando il damigel pregiato per quella selva dove dovea andare, trovò uno isparvier, ch'era allacciato ad una siepe, e non potie volare. Ed e', come gentile, fu smontato, e sviluppollo, e po' il lasciò andare. E l'aguiglia, e 'l grifone, e lo sparviere eran per arte posti in tal maniere.
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