13

E disse:—E' ti convien sanza pavento cavalcare e combatter con ardire; tu ha' caval che corre come vento e meneratti dove tu vogl're.— Ed e' vi montò su con ardimento, e ringraziolla molto in suo partire, e tanto degli sproni el destrier punse, ch'a la riva d'un gran fiume giunse.

14

E, non possendo quel fiume passare perch'era cupo e d'ogni lato monte, lungo la riva prese a cavalcare, tanto che d'oro ebbe trovato un ponte, ch'era sí basso, che per l'ondeggiare l'acqua sopr'esso ispesso facía fonte. Dal primo capo un cavalier avea, armato e fier quantunque si potea.

15

E Bruto, poscia che l'ebbe veduto, il salutò co' molta cortesia e quello gli rispuose a suo saluto, ma domandollo poi perché venía. E Bruto gli rispuose:—I' son venuto per passar qui, se tolto no' mi fia. —Per passar no—rispuose quel guardiano,— ma per aver la morte di mia mano!

16

Ma, perché se' di giovanezza tale, i' ti vo' perdonar—gli disse accorto,— che ma' non arrivò in queste contrade picciol né grande, che non fosse morto; ma, perch'io veggio per sempricitade t'ha fatto pervenire a questo porto, o lassa l'arme e tutti arnesi tuoi, e vattene al piú presto che tu puoi.—

17

Rispose Bruto:—Ha' tu tanta mattezza, che credi per tuo dire i' lasci l'arme? Intendo di provar mia giovinezza contro chi 'l passo vorrà constrastarme!— Ed e' sí fo adirato e con fierezza disse:—Se tu se' stolto, come parme, da po' ch'io veggio che vò' pur morire, e tu morrai!—E corselo a fedire.