18

E di molt'arme gli tagliava adosso, ed in piú parte la carne gli afferra. E Bruto allor, sentendosi percosso, e 'l sangue suo cadere in su la terra, e la sua donna gli tornò nel cosso, ond'egli isprona il buon destrier di guerra, e ferí quel guardian sí aspramente, che per morto l'abatte di presente.

19

E quel giogante gli chiese mercede, ed egli perdonò per cortesia, e 'l suo cavallo degli sproni fiede e per lo ponte subito si 'nvia. Quando il guardian da l'altra parte vide ch'al suo compagno pur morte giungía, di forte il ponte cominciò a corlare che spesso sotto l'acqua il facía andare.

20

E Bruto, per bontá del buon cavallo, pur passò oltre per lo ponte ratto, e giunse a quel fellone quale strale, dove crollava il ponte al primo tratto, che su la testa ferí senza fallo e, per vendetta di quel ch'avea fatto, per forza il prese e nel fiume il gittòe, onde il guardian di subito affogòe.

21

E, quando egli ebbe valicato il passo ed amendue le guardie abattute, ed e' si risposò, perch'era lasso delle percosse, c'have ricevute; e 'l meglio che poté, seggendo a basso, venne curando tutte suo' ferite. Po' valorosamente, come saggio, montò a cavallo ed uscí di suo viaggio.

22

E, cavalcando il franco damigello per un bel prato tutto pien di fiori, vide un palazzo fortissimo e bello, ma no' parea ch'avesse abitatore, però che porta, finestra o sportello no' si vedea da lato né di fuori. Nel prato sí v'avea mensa d'ariento, piena di cibi e d'ogni guarnimento.