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Istando Gherardino in tale stato, la Fata bianca fa di lui cercare. Quando ella vede che non l'ha trovato, disse:—Al postutto io mi vo' maritare, perch'ella vede che l'anno è passato, che per sua donna la dovíe sposare. Allor per tutto il mondo il bando manda; gli amici priega ed i servi comanda,

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da parte de la Fata, che si mostra, ch'ogni prode uomo e di grande ardimento de l'arme s'apparecchie e facci giostra, e per combatter vada al torniamento. E chi avrae l'onor di quella giostra, la sposerae con grande adornamento; siccome "re signore" fia chiamato, a la donzella insieme incoronato.

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Quando il soldano udí quel bando andare per Alessandria, mosse con sua gente, e lo Bel Gherardin volle menare. E' non volea, per essere ubidente. Quando fu ito, incominciò a parlare a la reina molto umilemente: —Datemi la parola, alta reina, ch'io vada a quello stormo domattina.—

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Disse la dama:—Avresti tanto ardire che tu ti dipartissi e me lasciassi? Ma volentier vi ti lascerei ire, se io ne credessi che tu a me tornassi.— Ed e' rispuose:—Dama, a lo ver dire, non potrebbe stornar ch'io non v'andassi, che io credo sposar quella fanciulla: di ritornar non v'imprometto nulla.—

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Quando ella vide ch'elli n'era acconcio d'andare a quello stormo sanza fallo, sí gli rispuose, portandoli broncio: —Sanza te, mai non avrò buono stallo. Ma ben che la tua andata mi sia sconcio, io pur ti donerò arme e cavallo; ma tu mi giurerai, se Dio ti vaglia, d'uccidere il soldan nella battaglia.