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Ed e' rispuose:—Corona beata, vo' conoscete piú che non fo io; o vaglia o no la sentenzia ch'è data, vo' ch'ella si cancelli, o signor mio.— Salamon la parola ha incorporata; fégli trar carta e assolver ogni rio, e poi apresso gli comandò, e disse che inanzi a lui ogni dí comparisse.
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E vo' che voi sappiate, o buona gente, ched egli il fece suo procuratore; ed egli e gli altri credean certamente ched e' fusse mandato dal Signore qua giú in terra da Dio 'nipotente, per liberar del mondo alcun errore. E, poi che alquanto e' si fue riposato, Salamone dal re prese comiato,
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dicendo:—E' mi conviene andare a Roma a correggere il papa e' cardinali, ch'a' cherici porrò sí fatta soma, che in loro vita e' no l'ebber mai tali sí ch'ogni chericato sí si noma, per me' fuggir, vorrebbon mettere ali.— Onde si parte: il re l'accompagnava quel che gli parve, e poi indreto tornava.
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Come partissi, i preti parigini, a l'uscir fuori, sí com'io intendo, gli presentâr trentamilia fiorini e trenta palafren, s'i' ben comprendo. Gli ambasciador parlârgli in ta' latini, e 'nginocchiârsi e', cosí dicendo: —Vi manda di Parigi il chericato, perché voi non guardiate in lor peccato.—
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E Salamon, sorridendo, gli tolse e disse:—I' non avea mestier di questi!— E 'nverso lor Salamone si volse e disse:—Fate che viviate onesti;— e per quella fiata gli prosciolse. E' tostamente se n'andaron presti con allegreza e festa a casa loro: e Salamon ne va sanza dimoro.