Li carri, ch'io vi dico, eran tirati ciascun da due destrieri ambianti e forti; per due maestri turchi eran guidati, attenti a' loro uffici e bene accorti; presso alla donna andavano ordinati con canti e suon perch'ella si conforti; sopra ogni carro aveva la bandiera, lá dove l'arme di quella donna era.
26
Appresso un carro v'era d'oro fino, tratto da dieci grossi palafreni, lattati e bianchi quanto l'ermelino, e d'oro aveano tutti quanti i freni; sopra ciascuno avea un saracino, perché soavemente il carro meni, il qual di perle e gemme avea cortina, e dentro si posava la reina.
27
Or chi potrebbe raccontar le some de' muli a campanelle d'ariento, che ben valeano piú di sette Rome? Del trionfante e magno fornimento se avete voglia di sapere il come, io vel dirò, per far ognun contento, com'ella potea far piú ch'io non dico, se vero è ciò che conta il libro antico.
28
Per lo reame suo correva un fiume ch'uscía del paradiso deliziano, e pietre preziose per costume menava, ed oro ed ariento sovrano. Non era fiumicel, ma di vilume, per la larghezza un miglio intero e sano, e per lunghezza tenea trenta miglia: se questo è ver, quel non è maraviglia.
29
E, quando a Roma giunse quella donna, che mille turchi menava d'intorno, e sopra al capo, in sur una colonna, aveva uno istendardo molto adorno, veracemente ben parea madonna di ciò che 'n questa vita fa soggiorno; e tutta Roma correva a furore dicendo:—Chi sará questo signore?—
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