Le milizie sapete sono tante, centosessanta con mille ducento, e le legion di populi altrettanto, sí che saría sí grande assembramento, che, se costei n'avesse sei cotanto, di sua venuta arebbe pentimento. Ma priego voi che, a sí fatto periglio, mi diate il vostro discreto consiglio.—

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Ed e' rispose:—Fa' che a' suoi cavagli sien tolti tutti e' freni e' loro arnesi. Appresso, lo squillon fa' che battagli, e' traditori saran morti e presi.— Disse il maestro:—Io temo non v'abbagli altro pensier che sopra a ciò vi pesi: che vogli alquanto procurar sua vista, che mal per voi, se tal briga s'acquista!—

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Mentre che 'l maestro tai parole dice, a quello 'mperador venne un presente, un altro alla sua madre imperadrice da parte della donna d'Oriente. Quel de lo 'mperador fu sí felice, ch'una cittá valeva certamente; onde e' disse:—Piú son che 'n prima preso.— Quel maestro di botto l'ebbe inteso,

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e disse:—Se di donna sí gentile amor v'ha preso, non so ch'io mi dica, ch'io non ne vidi mai una simile, con tanti buon costumi si nutrica. Se di lei volete esser signorile, la 'mperadrice vi fia buona amica: manifestate a lei vostro talento, ed ella vi fará di lei contento.—

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Lo 'mperador, per seguitar sua voglia, a la sua madre il fatto ebbe contato, dicendo:—Madre, io mi moro di doglia per la reina, che m'ha inamorato. Se le potessi far passar la soglia d'esto palagio, ben saría sanato.— Ed ella, udendo allora il suo volere, disse:—Io anderò per lei, e non temere.—

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