E la reina in su quella fu presta, e mise mano a la spada attoscata, e die' alla 'mperadrice in sulla testa tal colpo, ch'ella cadde stramazzata. Nel secondo cantar si manifesta come vi fu battaglia ismisurata, e chi ne scampò allora in su quel tratto. Antonio Pucci al vostro onor l'ha fatto.
SECONDO CANTARE
1
Celestiale, eterna Maiestade, che senza la tua luce mai non veggio, s'io sperdo il tempo in queste vanitade, perdona a me, ch'io 'l fo per non far peggio. Ma perch'i'ho da me poca bontade, della tua fonte tanta grazia chieggio ch'io possa seguitar il convenente di quella alta reina d'Oriente.
2
Io vi contai come lo 'mperadore in camera era con quella reina; e come a la sua gente con dolore le donne turchie davan disciplina; e come quella donna di valore la 'mperadrice uccise la mattina: or seguirá che diece cameriere uccise poi per sí fatto mestiere.
3
Quando lo 'mperadore i suoi soccorse, di sei baroni l'un non trova sano: e la reina fuor la zambra corse, dicendo alla sua gente:—Ora partiáno! E, quando la brigata sua s'accorse ch'avea la spada sanguinosa in mano, mison mano alle lor, ché colle pugna infino allor battuta avean la sugna.
4
E quella donna co' turchi velati tornò al suo albergo sanza dimorare; e trovò tutti gli altri apparecchiati di ogni arnesi acconci a camminare; e disse:—Poi che siete tutti armati, partianci quindi, se voglián campare; ché, se ci suona adosso lo squillone, a rischio tutti sián de le persone.—