5

E come fu partita dal Castello, l'alta reina al papa mandò a dire che li piacesse rimediare a quello che non potesserla impedimentire. Allor suonò lo squillone a martello, e 'l papa disse:—Ah! le convien morire, però che questa gente son sí cani, che duro fia campar dalle lor mani.—

6

E poi le scrisse: "Reina, di saldo a rischio se' con quanta gente hai teco, perché lo 'mperador si è molto caldo, e gente senza numero ha con seco. Ma prendi vestimento di ribaldo e torna indietro, e saraiti con meco, tanto che sfoghi alquanto l'ira sua: poi ti potrai tornare a casa tua".

7

E la reina discreta ed accorta immantanente disse:—A Dio non piaccia che questa gente, che m'ha fatto scorta, abbandonata sia dalle mie braccia: 'nanzi voglio esser io la prima morta, poi che di loro ho guidato la traccia.— E la sua gente gridava:—Campate— alla reina,—e di noi non curate!—

8

Disse un de' savi suoi:—Di questa offesa, de' due partiti l'un convien pigliare: o noi ci apparecchiam per la difesa in ogni modo e 'l me' che possián fare; o disarmati, senza far contesa, incominciamo mercé a domandare; ché io son certo ch'e' roman saranno pietosi sí che ci perdoneranno.—

9

E la reina disse:—Al mio parere, meglio è a fare una morte che cento; ché, se noi ci arrendiamo al lor volere, ne le prigioni ci faran far stento.— E confortò la gente e fe' le schiere, dicendo:—Cavalier pien d'ardimento, vogliate innanzi morire ad onore che viver con vergogna e disinore.—