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Ma, poi che 'l fu ne la sedia reale, parlamentò sí ben, che ognun da canto diceva:—Il nostro signor naturale parla per bocca di Spirito santo. E certi sián che 'l Re celestiale colla sua man l'ha fatto tutto quanto, però ch'uscito par del paradiso.— E ciascun si partí con giuoco e riso.

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E lo re poi, per piú chiaro mostrare che 'l fosse maschio com'era tenuto, apparò di schermire e di giostrare, ed in ciascuno fu ardito e saputo. Cantar sapeva e stormenti suonare, di gran vantaggio l'arpa ed il liuto: sí che di sua virtú per ogni verso fama n'andò per tutto l'universo.

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Ed in quel tempo avía lo 'mperadore una figliuola grande da marito; e disse al papa un dí:—Santo pastore, mia figliuola vorrebbe anello in dito; ond'io ne sto in pensiero a tutte l'ore, poi che non so chi sia di tal partito: se ne sapete alcun, che a lei si faccia, di maritarla priego che 'l vi piaccia.—

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Sapendo il papa la magnificenza de lo re d'Oriente e sua vertute, disse a lo 'mperador la convenenza. —Questi sará di tua figlia salute: però che, s'ella ha bella appariscenza, odo ch'egli ha tutte virtú compiute: da lui 'n fuor, non so in cristianitade chi degno sia di tanta nobiltade.—

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Lo 'mperador ne fu molto contento, e lettere fûr fatte e suggellate, e per ambasciador di valimento a lo re d'Oriente fûr mandate. E lo re l'accettò di fin talento; poi disse a que' messaggi:—Or m'aspettate;— e poi le lesse in zambra saviamente, con donna Berta e la madre presente.