—Tu se' figliuola peggio maritata che niun'altra che nel mondo sia; ed io sono colei che t'ho ingannata, come udirai contra la voglia mia.— E tutta la novella ebbe contata, piangendo fortemente tuttavia, e disse:—Come tu, femina sono; di morte degna son, cheggio perdono.—
15
Appresso disse come donna Berta gli avea insegnato con la mente greve; e la fanciulla, per esserne certa (ché non credeva al suo detto di leve), tutta dal capo al pié l'ebbe scoperta, che parea pure una massa di neve; e poi li disse, quando ben l'addocchia: —Non pianger piú, ch'io ti sarò sirocchia.—
16
E insieme si promison d'osservare virginità, mostrandosi contente, e cotal cosa non manifestare in tutta la lor vita ad uom vivente: poi s'abbracciáro in poco dimorare. E ne la zambra ritornò la gente, la qual danzando era gita intorno; sí che levârsi, ch'era presso 'l giorno.
17
Lo 'mperador la figlia ebbe chiamata, perché la vide cosí lieta in viso, e disse:—Figlia, come se' tu stata?— Ed ella disse:—Me' che 'n paradiso.— E similmente a chi l'ha domandata, a tutti dicea:—Bene, per mio avviso.—E cosí dicíe 'l re, c'ha senno assai: —I' son contento piú ch'i' fossi mai.—
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E, poi che donna Berta ebbe sentito la mattina dal re la veritade, disse:—Pognam che l'abbi convertita, in femina non è stabilitade; sí che facián di qui tosto partita.— Ed e' rispose:—Apparrebbe viltade!— Ed ella disse:—Io farò la bisogna per modo tal, che non ci sia vergogna.—
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