E fe' fare una lettera, mostrando che la mandassi la vecchia reina, ne la qual contenea, breve parlando: "Sappi, figliuol, che la mia vita fina. Da poi che mi lassasti sospirando, non posai mai né sera né mattina: però, se metti di mia vita cura, fa' che ti mova, letta la scrittura".

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E, quando il re fu posto a desinare, la lettera gli fu appresentata. Leggendo, incominciò a lagrimare; onde tutta la corte fu turbata, e presto fu levato da mangiare. Ed allo 'mperador l'ebbe portata, dicendo:—E' mi convien partir da voi.— Egli la lesse, e risposeli poi:

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—Tu hai cagion, ch'io non sarei colui che ti volessi tenere qui a bada; va' tosto, muovi, e la cagione altrui non dir perché, né dove tu ti vada.— Disse la sposa:—Io voglio ire collui.— Ed el rispose:—Fa' ciò che t'aggrada.— E féllo accompagnar da molta gente. E 'l re la ne menò in Oriente.

22

E, trovando la madre fresca e sana, fe' dimostrar come fosse guerita. Per lo tornar del re, l'alta sovrana un anno tenne o piú corte bandita. Quando n'andò la baronia romana fe' lor ta' doni, sí ch'alla reddíta a lo 'mperador disser:—Signor nostro, signor del mondo pare il gener vostro.—

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E, quando donna Berta ebbe ridetto a la reina come 'l fatto era ito, molto si contentò, poiché 'l diffetto del re non era per altrui sentito. La sposa avea col re maggior diletto ch'al mondo avesse mai moglie e marito; e 'l padre suo n'avea lettere assai, ch'ella si contentava piú che mai.

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