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Messer Guarnier malvagio e sconoscente, ched era usato sempre di mal dire, disse a Ruggieri:—Io saccio certamente piú bella donna non si può vedere: però mi vanto e dico infra la gente, ch'io vi aggio aúto tutto il mio volere, e sí la posso avere a mia richiesta: se non è vero, io vo' perder la testa.—
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E Carlo disse allor sanza timore: —Questa battaglia si vuole acconciare, e chi non prova il vanto per ragione, inmantenente io lo farò pigliare e, senza metterlo in altra prigione, subitamente il farò dicapare: domenica sarete a la battaglia, e chi la perde ará briga e travaglia.—
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Guarnier li disse:—Corona di Franza, sanza battaglia lo credo provare, e senza colpo di spada o di lanza a lui medesmo il farò confessare. Donami tempo ch'io vada a mia 'manza: con esso lei mi credo sollazzare; e recherò sua gioia e lo veletto per mantener in piè ciò ch'io t'ho detto.—
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E Carlo disse:—Dammi pagatore di ritornar, da poi che se' vantato.— Messer Guernier non trova malvadore; tre suoi figliuoli stadichi ha lassato. E Carlo disse:—Va' sanza timore: di qui a un mese sia qui ritornato: va' e ritorna senza dimorare; se no e' fantini farò dicollare.—
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Messer Guarnier cavalca per la via, e 'n fra se stesso dice:—I' ho mal fatto!— Piangendo disse a la sua compagnia: —Di questa guerra io rimaragio matto: volesse Iddio con santa Maria ch'io ne potessi avere triegua o patto!— E, lagrimando, cavalcò in Gironda con piú sospiri ch'el mar non ha onda.