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Messer Guarnier, in su la piazza armato, schifava molto dello incominciare. Madonna Elena sí l'ha disfidato, e disse:—Traditor, non puoi scampare!— Abassò l'asta, e tal colpo gli ha dato, che tutto lo fe' torcere e piegare, e pel gran colpo, ch'egli ha ricevuto, lui e 'l cavallo fu in terra abattuto.

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Messer Guarnieri disse:—O malenato, questo colpo non è da soferére.— E misse mano al brando ch'avea a lato, in sulla testa die' al buon destriere. Elena disse:—Falso rinegato! non è usanza di buon cavaliere: gran codardia faceste e grande fallo avermi morto sotto il mio cavallo.—

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Elena fu da caval dismontata e misse mano a la spada forbita: lo scudo avanti, e adosso li fu andata; sopra Guarnieri diede tal ferita, tagliò lo scudo e la maglia ferrata, mandonne il braccio in su l'erba fiorita; un altro colpo ch'ella avesse dato, ben l'averebbe morto e consumato.

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Madonna Elena il vòlse anco ferire: la testa presto li volea tagliare. Messer Guarnier disse:—Non mi finire, ch'io vegio ben ch'io non posso scampare. Venga il Libro, e sí vi fate a udire di ciò ch'io dir voglio e manifestare: come quelle gioie ch'io ho mostrate la vostra cameriera me l'ha date.—

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E' giudici e' notai furon presente, ed hanno scritto la sua confessione: la testa gli fu mozza immantenente, senza menare in corte od a prigione. Contenta n'era tutta quella gente, vedendo ch'era stata tradigione. La cameriera fu presa e legata, e ad un palo fu arsa e dibrugiata.