XLVII, 1 RG. Quando fue 2 con alleggrezza n'andarono a 3 et a braccio 4 tutta la notte istettero 5 K il giorno 6 RG accomiatava che a loro ebbe detto 7 i' vado
XLVIII, 1 RG contento di partir 2 si rimuta sua g. 3 e secondo ch'io trovo nelle carte 5 lettere scrisse poi in ciascuna parte 7 ne vo io 8 al nipotente
XLIX, 3 RG Infino che col marito suo vivette 4 feciono insieme lunga e santa 6 poi ebbon 8 K fieci I vv. 7-8 sono in RG: il qual conciede a noi il Creatore | Questo cantare è detto al vostro onore.
X
La Regina d'Oriente si legge in un numero notevole di manoscritti.
K.—Codice Kirkup. Manca il primo fascicolo del codice, sicché il cantare si inizia al quinto verso della IX ott. del secondo cantare. La perdita di quelle 16 cc. deve essere assai antica, poiché due diverse mani del Quattrocento notarono in alto alla c. 17 A: "Chomincia i chantari della reina d'oriente". Il resto segue fino a c. 24 B: sono omesse due ottave, la IX e la X del terzo cantare. Per la sua compiutezza, questo codice del Trecento che, unico, raccoglie insieme le sparse opere pucciane, e per altre ragioni, che sono state messe in evidenza dal Morpurgo, deve ritenersi assai prossimo all'autografo. Naturalmente l'ho tenuto a fondamento di questa edizione, senza per ciò obbligarmi ad una fedeltá pedissequa e cieca, perché in molti luoghi la sua lezione è meno limpida di quella di altri manoscritti, o si rivela addirittura errata.
E.—Cod. Moreniano-Bigazzi CCXIII, c. 91 B: "Qui incomincia la reina d'oriente". Le pagine 100-104, mutile, sono state restaurate dal moderno legatore e poi completate col testo dell'edizione Bonucci.
M.—Biblioteca Marucelliana di Firenze, cod. C. 265. Grosso volume cartaceo, di cc. 182, racchiuso in una dozzinale, ma antica legatura di cuoio e di assicelle di legno. Fu messo insieme o almeno acquistato nel Quattrocento da un amatore, nonché della letteratura leggendaria, anche del vino: da Baldese di Matteo "vinattiere alla Nave " in Firenze. La Regina d'Oriente comincia, senza titolo alcuno, a c. 49, e, a tre ottave per pagina, occupa le cc. 49-80 b; dopo di che è l' explicit: "Finissi questo libro". Pel tipo della composizione, questo volume si avvicina e si rassomiglia a quello Moreniano-Bigazzi, che pur contiene l' Apollonio e poi la Reina d'Oriente. E anche per la lezione gli si affratella; cfr., per esempio, IV, 1; V, 2; VI, 5-7; VIII, 3; IX, 2-3-6-7; x, 1, 5-6-7, ecc. Sono omesse le ottave XXII e XXV del IV cantare e vi sono parecchi errori di scrittura e di interpretazione.
U.—Cod. 158 della Bibl. Univ. di Bologna. Bel vol. di pergamena del sec. XIV, scritto a due colonne, con rubriche, illustrato da F. Zambrini nella Prefazione al Libro della cucina del sec. XIV Bologna, 1863, Scelta di curiositá letter., disp. XL), e piú sommariamente dal Mazzatinti ( Inv. dei mss. delle biblioteche d'Italia, xv, 156). Appartenne al pontefice Benedetto XIV. La Regina d'Oriente vi occupa 9 cc. e una col. della 10^a (c. 86-95 a) con circa cinque ottave per colonna: manca la fine del terzo cantare (XXXVIII-L) e il principio del quarto (I-XXIII, v. 5), in tutto 35 ottave, le quali dovevano occupare per intero due carte, tra l'attuale c. 93 e la 94. Oltre questa grande lacuna, dovuta alla perdita delle due cc., il testo è mancante dell'ott. XIX del terzo cantare. Questo ms. è indicato dal Bonucci col nome di "Veggettiano XV", nome che non gli appartenne mai, se non per questo che esso ebbe dal bibliotecario Liborio Veggetti la nuova segnatura 158 (e non 15) in luogo d'un'altra piú antica.
Panc.—Cod. Panciatichiano XX, del sec. XV, c. 82. Contiene, anepigrafe, solo le prime 4 ottave.