31

Disse Sirocco:—Ed io ti chiameròe, poiché con meco tu vuoi pur venire. In niuno patto non ti aspetteròe, questo ti dico e faccioti a sentire. La strada col cammin ti mostreròe e vederò se mi potrai seguire. —Io son contento—Liombrun rispondía— purché mi mostri 'l cammino e la via.—

32

E quel romito da cena gli dava di quelle cose che per lui avía. L'angiol del cielo sí lo visitava. E Liombrun col romito partía, ed a dormir poi subito n'andava: gli usatti di piè trar non si volía, per star in punto, se 'l vento 'l chiamasse, e seguitarlo dov'egli ne andasse.

33

E, quando il giorno si venne a schiarare, Sirocco Liombruno ebbe chiamato, e disse:—Amico, vuo' tu camminare?— Ed ei rispose:—Io sono apparecchiato.— Uscí di fuora senza dimorare; la strada ed il cammin gli ebbe mostrato, dicendo:—Ve' quella montagna, lungi? Lassú mi troverai, se tu mi aggiungi.—

34

Poi si partiva Sirocco fuggendo, e Liombruno da quel fraticello prese commiato, e vassen via correndo dietro del vento, e méssesi il mantello. Sirocco indietro s'andava volgendo, e Liombruno andava innanzi ad ello. E cosí alla montagna egli arrivò prima del vento, e qui lui aspettò.

35

—Or—disse il vento—che uomo sei tu, che non ti posso veder né sentire e quanto me cammini, ed ancor piú? Io non credea che potessi venire. Quella montagna, lungi, vedi tu? Lassú con meco ti conviene gire e sí ti mostrerò, amico bello, di madonna Aquilina il suo castello.—