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E fur di molti medici trovati, ed a ciascun gran cosa gli pareva; e infine tutti s'erano accordati: rimedio a questa cosa non s'aveva; tanto che molti n'è mal capitati, perché cosí la regina volea; e comandò che cosí si facesse, perché tal cosa non si risapesse.

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Nientedimeno tal cosa si sa. Biagio, che nella terra è ritornato, ad un medico a casa se ne va e a questo modo a lui n'ebbe parlato: —Maestro, Dio ti doni sanitá!— Disse il maestro:—Denar ci abbi dato!— Biagio gli disse:—Danari anco arai, sed a mio modo, maestro, tu farai.—

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Biagio era stato piú volte in Turchia e sapeva il linguaggio molto bene. Disse al maestro:—La disgrazia mia m'ha fatto sopportare affanni e pene: io vengo dalle parti di Rossía; Fortuna mi rivolse le sue rene. Tutta la robba mia rimase in mare ed ho avuto fatica di campare.

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L'arte mia era della medicina, e son venuto a caso in questa terra; e' parmi intender come la regina cattiva infermitá suo corpo serra. Se mi presti una vesta purpurina con un cavallo usato nella guerra e due famigli, molto car l'arei e del guadagno mio te ne darei.

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Ma piglia duo famigli forestieri, e tu te n'anderai alla signora, e dirai alla regina come ieri io capitai qui, circa ventun'ora, e di trovarmi a Roma avea pensieri, e come, sendo tu all'uscio di fuora, ti salutai e che, parlando meco, volesti che la sera stessi teco.