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E, perché ero maestro di tua arte, tu m'alloggiasti e che poi, ragionando "del medicar n'ho avuto buona parte", ogni cosa venisti domandando, ogni cosa ti dissi, a parte a parte, com'ogni infermitá vengo sanando. Se queste cose, ch'io dico, farai, cinquecento ducati da me avrai.—

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Come il medico intese del denaio, trovolli un bel cavallo e dua garzoni, una vesta con fodera di vaio. Lasciollo in casa, senza piú sermoni; andonne alla regina col cuor gaio e, ragionando di lor salvazioni, come egli ha in casa un medico saputo, che per andare a Roma era venuto,

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che va l'imperadore a medicare; ad ogni malattia egli ha rimedio. —Incominciai di voi a ragionare, ché, per non tenerti troppo a tedio, cotal infermitá sa ben sanare, e leveratti infin da questo assedio.— Disse colei:—S'egli è quel che tu spandi, subitamente fa' per lui si mandi.—

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Venne maestro Biagio prestamente, e diede alla regina un bel saluto: —Colui che fe' la luna e 'l dí lucente ti salvi e guardi e sia sempre in aiuto!— E la regina a lui similemente disse:—Maestro, siate il benvenuto! Se per guarirmi venuto sarete, da me denar, quanti volete, arete.—

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Disse maestro Biagio:—Alla buon'ora! io credo in ogni modo voi guarire.— E cominciò la sua disgrazia allora a raccontare e donde egli ha a venire, e come fu del suo paese fuora, e quel che in mare gli ebbe a intervenire che perse ciò ch'aveva dentro in mare, —come il maestro giá v'ebbe a raccontare.