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Molt'altre belle gioie e belle cose, che sarebbe a contare un lungo dire, che le molte parole son tediose. E cominciò la donna a Biagio a dire: —Non son queste mie gioie graziose? —Sí—disse Biagio—invero, a non mentire.— Disse la donna:—Stu mi guarirai, quanto tu vuoi di questo piglierai.
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Disse Biagio:—S'i' torno in mie contrade, non mi manca né gioie né danari; non istimo castella né cittade, che non si trova al mondo uno a me pari. I' fo per poter dir la veritade di questa cosa, e di far tutti chiari chi mi domanderá del tuo tesoro; com'ho veduto cosí dirò loro.—
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—Perché tu possa meglio raccontare, io ti vo' dir di tre cose, in segreto: codesta borsa per cotal affare, e questo corno con questo tappeto, il lor valor non si potria contare. E, perché tu ti parta da me lieto, i' ti vo' la virtú di tutte dire, acciò che 'n tuo paese il possi dire.
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La borsa (nota, perché dir lo possa a chi tal fatti avesse domandati), per ogni volta che gli do una scossa, e' casca quivi ben cento ducati. Ogni volta che 'l corno sonar possa, vien dieci squadre qui d'uomini armati. —Questo è gran caso—Biagio allor rispose. Disse la donna:—E c'è piú belle cose.
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Questo tappeto, chi l'ha sulle spalle, se colui che l'ha addosso vuol che porti, lo porterá persino in Roncisvalle, e contra lui non val mura né porti, e passa monti e ciascheduna valle; e' venti come lui non van sí forti. Non è questa gran cosa? Dimmi tue di queste cose ch'abbia tal virtue.—