CRIVELLO. Oh! Che saprò io se v'è o se non v'è? volete forse ch'io ne domandi alla casa di lei?
FLAMMINIO. Mira che asino! Parti che cotesto stesse bene? Credelo a me ch'io non ho servidore in casa che vaglia un pane altro che Fabio. Iddio mi dia grazia ch'io gli possa far del bene. Che borbotti? che dici, poltrone? non è vero?
CRIVELLO. Che volete ch'io dica? Dico di sí, io. Fabio è buono, Fabio è bello, Fabio serve bene, Fabio con voi, Fabio con madonna… Ogni cosa è Fabio; ogni cosa fa Fabio. Ma…
FLAMMINIO. Che vuol dir «ma…»?
CRIVELLO. …non sará sempre buona robba.
FLAMMINIO. Che dici tu di robba?
CRIVELLO. Che non è da fidargli cosí sempre la robba. Sí, ché gli è forestiero e potrebbe, un dí, caricarvela.
FLAMMINIO. Cosí fidati fusse voi altri! Domanda un poco lo Scatizza, che è lá, se l'avesse veduto. E io sarò al banco de' Porrini.
CRIVELLO. Scatizza, addio. Ha' tu veduto Fabio?
SCATIZZA. Chi? quella vostra buona robba? Oh cagnaccio! Tu ti dái il bel tempo.