La fidanzata scriveva a Lorenzo il 28 gennaio: e ne rispetto la grafìa, che è ben diversa in altre lettere della Clarice dopo fattasi fiorentina:

Magnifico consorte, recommandatione etc. Ho hauta una vostra lettera, e inteso quanto scrivete. Che a Voi sia cara la mia lettera me piace, como a collei che sempre desidera fare cosa che ve sia grata. Et più dite, che avete poco scritto: remagno contenta a tanto quanto vi piace, governandome sempre in bona speranza. Madonna mia matre ve benedice. Piacive recomandarme a vostru et mio patre, a vostra e mia matre, e a quelli altri che vi pare. Sempre me recomando a Voi. A Borna, die xxviii gennaio 1469. Vostra Clarice de Ursinis.

E il 25 febbraio, dopo che Lorenzo stesso le aveva scritto della giostra, rispondeva:

Magnifico consorte, recommandatione etc. Ho auta una vostra lettera, la quale a mi è molto grata, dove mi avi sate de la giostra, che havete hauto l'onore. A mi molto mi piacce che sia sodisfato l'animo vostro in quelo che v'è sì a piacere; et se le horationi mia sonno hesaudite in questo, me è caro, como a culei che desidera fare cosa che ve sii a piaccere. Pregovi me recommandate a mio patre Piero, a mia matre Lucretia, et a madonna Contissina, et tucti l'altri che ve pare. Io mi recommando a Voi. Non altro. In Roma, die XXV febr. 1469. Vostra Clarice de Ursinis.

Caratteristico de' costumi, non meno che squisito per pittura dal vero, è quanto, due anni prima, aveva scritto da Roma, nel marzo del 67, madonna Lucrezia al marito Piero de' Medici, dopo aver messo gli occhi sulla Clarice come buon partito pel loro figliuolo. Così le due letterine della fidanzata, come questa della Tornabuoni, le pubblicò Cesare Guasti (Tre lettere di Lucrezia Tornabuoni a Piero de' Medici ed altre lettere, ec.) per nozze Uguccioni-Del Turco; Firenze, tip. Le Monnier, 1859.

.... Giovedì mattina, andando a San Piero, mi riscontrai in madonna Maddalena Orsina, sorella del Cardinale, la quale avea seco suo' figliuola, d'età d'anni 15 in 16. Era vestita alla romana, co'l lenzuolo; la quale mi parve, in quello abito, molta bella, bianca e grande: ma perchè la fanciulla pure era coperta, non la pote' vedere a mio modo. Accadde ieri che andai a vicitare il prefato monsignor Orsino, il quale era in casa la prefata suo' sorella, che entra in nella sua; quando, fatto per tuo' parte con suo' Signoria le debite vicitazioni, vi sopraggiunse la prefata suo' sorella colla detta fanciulla; la quale era in una gonna istretta alla romana, e sanza lenzuolo: e stemoci gran pezzo a ragionare; e io posi ben ment' a detta fanciulla. La quale, come dico, è di ricipiente grandezza, e bianca, et à sì dolce maniera, non però sì gentile come le nostre; ma è di gran modesta, e da ridulla presto a' nostri costumi. Il capo non à biondo, perchè non se n'à di qua (cioè, a Roma non son comuni le bionde, che erano le più pregiate di bellezza): pendono i suoi capegli in rosso, e n'à assai. La faccia del viso pende un po' tondetta; ma non mi dispiace. La gola è isvelta confacientemente, ma mi pare un po' sotiletta o, a dir meglio, gentiletta. Il petto non potemo vedere, perchè usano ire tutte turate; ma mostra di buona qualità. Va col capo non ardita come le nostre, ma pare lo porti un po' innanzi: e questo mi stimo proceda perchè si vergogniava; chè in lei non vego segnio alcuno, se non per lo star vergogniosa. La mano à lunga e isvelta. E tutto racolto, giudichiamo la fanciulla assai più che comunale; ma non da comparalla alla Maria, Lucrezia e Bianca (loro figliuole). Lorenzo lui medesimo l'à vista: e quanto esso se ne contenti, tu lo potrai intendere. Io giudicherò che tutto che tu et lui ditirminerete sia ben fatto, e me n'accorderò. Lassiamne Idio pigliar il meglio partito.... Tua Lucrezia.

E in altro foglio di sua mano soggiungeva:

Come ti dico per letera di mano di Giovanni (Tornabuoni, suo fratello), noi abiàno vista la fanciulla, con buono modo e sanza dimostrazione; e quando la cosa nonn'abia avere effetto, non ci si metterà nulla del tuo, chè nallo ragionamento s'è avuto. La fanciulla à dua buone parti, ch'è grande e biancha: non à uno bello viso, nè rusticho; à buona persona. Lorenzo l'ha veduta: intendi da lui se la li piace; chè ci è tante altre parti, che s'ella soddisfacessi a lui, ci potremo contentare. El nome suo è Clarice. Lucretia tua.

[341]. Delle nozze di Lorenzo de' Medici con Clarice Orsini nel 1409; Informazione di Piero Parenti fiorentino: Firenze, tip. Bencini, 1870.

[342]. Vedi nel mio libro Florentia, a pag. 212 e 307.