Carissimo Luigi, Ho aute dua vostre: alle quali risponderò brevissimo, perchè sono occupata, chè domattina, a Dio piaccendo, andiamo a buona ora in villa: e sono soprastata per conto della Simona[406]... E così andréno a Popiano[407] col nome di Dio, che gli piaccia darci grazia vi stiàno sani. E di là come potrò vi scriverrò; e come arò ordinato le cose più necessarie, vi manderò el garzone colle cose chiedete: e bisognerà rimandarlo presto, per attendere alle faccende. E se manderete un altro buono asino, condurò biada in Firenze e delle altre cose, el più si potrà, pel verno.
Non altro. A voi mi raccomando. Cristo vi guardi. Addì 5 di luglio 1535.
Isabella in Firenze.
La brigata di Messere[408] dice vuole venga sabato a otto.
(Fuori) Al magnifico signore
Comessario d'Arezo
Luigi Guicciardini consorte onorando
in Arezo.
II.
Poppiano, 6 agosto 1535.
yhs
Carissimo Luigi, Ho auta con piacere la vostra de' 29 del passato, che troppo mi pareva essere istata sanza vostre lettere. La stanza[409] qui è bella e piaceci; ma ci sono caldi grandissimi, e col sole non si può uscire di casa e poca via andare, che non si sudi forte.
El grano è inbucato la maggior parte, chè cominciava a riscaldare. Del venderlo, se n'è mandato el saggio a Firenze, e farassi quanto iscrivete: a Dio piaccia se ne pigli el migliore partito, che non mi pare punto la nostra usanza. Degli asini, userò colle parole diligenzia sieno ben governi, e con più destreza potrò m'ingegnerò che loro e 'l garzone perdino poco tempo, e con some che si mantenghino.[410] Le stoviglie di legno saranno utile, se ne provederete qualcuna, per le volte[411] di qui e di Firenze: arche,[412] per ora ci è abastanza.
Parmi discorriate bene di pensare prima alla Simona che a nessuna dell'altre faccende: e pensate che io non ho altro desiderio che vederla, a' dì vostri e mia, assettata dove ella ha a stare, e a Dio piaccia aiutarcela porre in luogo ne siamo consolati.[413] Se dopo questa faccenda ci avanzerà tenpo e denari, non ci mancherà che farne.[414]