[418]. con tali qualità che fossero sufficienti, adequate, ai vostri meriti. Lo dicevano volentieri di spose. Così la Strozzi, descrivendo le bellezze della figliuola fidanzata (pag. 6): «.... in verità non ce n'è un'altra a Firenze fatta come lei, ed ha tutte le parti». Dove l'editore di quelle Lettere, che l'hanno anche altrove, cita in raffronto ciò che della futura nuora scriveva (vedi in questo mio libro, a pag. 236) Lucrezia Tornabuoni ne' Medici: «La fanciulla à dua buone parti, ch'è grande e bianca....»
[419]. ultimo; nè altramente anc'oggi in contado.
[420]. se io avrei fissata questa gita ad Arezzo (per fargli una visita).
[421]. attempata. Confronta a pag. 263 e 271: le «persone di tempo».
[422]. Il figliuolo Niccolò e la Caterina Iacopi sua moglie: vedi la nota a pag. 252.
[423]. Cioè una delle tre figliuole di messer Francesco l'istorico, maritata a Piero Capponi. Aggiunse di messere (confronta la cit. nota) nell'interlinea. Ambedue i fratelli avevano rinnovato in una figliuola il nome della propria madre, Simona di Bongianni Gianfigliazzi.
[424]. Oggi si farebbe a forme: ma di que' secoli, anche la Strozzi ha «quattro coppie di marzolini»; e il Firenzuola, «una coppia di questo cacio»; e nelle lettere di Michelangiolo, «Io ho avuto i raviggiuoli, cioè sei coppie».
[425]. Uno de' molti medici co' quali monna Isabella si consigliava. Confronta le lettere III e V.
[426]. persone (i contadini di que' due poderi) da non sapersi trarre d'impaccio, di poca conchiusione, poco svelte. È in una lettera del Machiavelli a Francesco Guicciardini, parlandogli di uomo tardo a risolversi, irresoluto: «Io non mancai dimostrargli che quelli rispetti erano vani,... e combatte'lo un pezzo; tanto che se egli non fosse un uomo un poco legato, io ci arei drento una grande speranza».
[427]. Sentenza, nientemeno che di Tacito: ma l'Isabella, che la ripete a pag. 271, l'aveva probabilmente imparata dal figliuolo dottore: vedi la lettera di lui a pag. 267. «Negotia pro solatiis accipiens», ha il grande Annalista (IV, XII): e il nostro Davanzati, «pigliandosi per conforto i negozi»; tutt'altro che preferibile, mi pare, alla inconsapevole traduzione della sua concittadina.