Il primo comandamento si è, che tu ti guardi da tutte quelle cose per le quali egli si potesse adirare o ragionevolmente crucciare. E guardati di non stare allegra nè ridere, quando lo vedi crucciato; e similmente di non stare crucciata, quando lo vedi allegro; e quando egli è turbato, o carico d'ira e di pensieri, non te gli ficcare sotto; arrecati da parte, insino che si rischiari.

Il secondo comandamento si è, che tu sia sollecita di sapere qual cibo più gli piaccia al desinare e alla cena, e fa' che diligentemente gli sia apparecchiato: e avvegnadio che talora non ti piacesse quella tale vivanda, voglio che mostri pure che la ti piaccia; però che molto è convenevole che la donna sappia condiscendere al piacere del suo marito.

Il terzo comandamento si è, che quando il tuo marito fussi affaticato per debolezza, o per fatica, o per altro accidente, ed egli si dormisse, guardi di non lo svegliare senza legittima ragione: e se pure tel conviene chiamare, guarda di non destarlo subitamente, nè in fretta, ma piano e suave lo sveglia, acciò che teco non s'adirasse; imperò che di cotal cosa gli uomini se ne sogliono molto sdegnare.

Il quarto comandamento si è, che tu sia fedele a guardia del tuo onore e del suo; e non gli trassinare nè cassa, nè borsa, nè altro luogo ove lui tenga i suoi denari, acciò non prenda sospetto di te; e se per avventura ti venisse ciò fatto, o per altra ragione, non gliene tôrre veruno, ma ripongli saviamente; e a veruna persona in verun modo del suo non dare, senza sua licenzia, e non prestare; però che egli è in tal modo tuo signore, che per l'amor di Dio, non che per altro modo, del suo non puoi dare ai poveri, senza sua richiesta: onde con sommo studio t'ingegna di guardare il suo; chè siccome l'uomo è lodato d'esser largo, così la donna è lodata per salvare le cose del marito.

Il quinto comandamento si è, che tu non ti mostri troppo volenterosa di sapere le credenze e secreti del tuo marito; e se addiviene che lui te le dica, guarda che tu non lo ridica a veruna persona. E ancora ti guarda di ridire fuori della casa tua le parole dette familiarmente in casa tua, qualmente che sieno di piccolo valore; però che troppo è villana cosa che altri sappi i fatti della tua famiglia, principalmente per la tua bocca; e la donna di ciò n'è tenuta mentecatta e sciocca, e il marito l'ha in odio.

Il sesto comandamento si è, che tu ami e porti fede, come si conviene, a' servidori e alla famiglia, e principalmente a coloro che sono in amore del tuo marito; e che per leggiere cagioni non gli biasimi e non gli accomiati, però che sempre ne saresti odiata, e potresti per loro e per la famiglia esserne abbominata di tale infamia, che quasi mai non ti cadrebbe il biasimo, e agevolmente ne potresti venire in odio del tuo marito e dell'altre genti.

Il settimo comandamento si è, che tu non facci per lo tuo senno alcuna grande cosa senza il consentimento del tuo marito, qualmente che quella cosa ti paresse da fare; e guarda che tu non gli dichi, per alcuno modo: «Il mio consiglio era migliore che 'l tuo», eziandio che fosse bene migliore; perciò che il condurresti agevolmente in grande sdegno verso te e in grande odio.

L'ottavo comandamento si è, che tu non richiegghi di cosa il tuo marito, che non si convenga, e che gli fusse troppo malagevole a fare; e massimamente cosa tu creda che gli dispiaccia, e che sia contro al suo onore, acciò che tu non sia cagione di suo male, danno, o struggimento.

Il nono comandamento si è, che tu t'ingegni di mantenere la tua persona fresca e bella e adorna e netta, in forma e modo che sia onesta, senza alcuna cosa disonesta o brutto adornamento: imperò che quando il tuo marito ti vedesse disonestamente ornare oltre al suo piacere, leggermente ti potrebbe avere a sospetto; chè tenendoti onestamente adorna, te ne amerà e terrà più cara.

Il decimo comandamento si è, che tu non sia troppo domestica colla tua famiglia nè troppo inchinevole, spezialmente a quelle persone che ti dovrebbono servire, o donzello o servigiale che sia, servo o serva: però che troppa dimestichezza importa vizio, e troppa familiarità ingenera sdegno; onde troppo è meglio essere un poco verso di loro altiera e signorile: imperò che non è già buon segno vedere la serva in superbia inverso la madonna; onde volgarmente dice la gente: la serva signoreggia, se la madonna folleggia.