[5.] Johannes Muller.

[6.] Il 28 ottobre 1530.

[7.] Oreste padre dell'imperatore Augustolo fu ammazzato a Piacenza il 28 agosto del 476, e suo figliuolo esiliato a Lucullano castello della Campania. Odoacre lo lasciò in vita in considerazione dell'estrema sua giovinezza, e dell'antica amicizia colla sua famiglia, e lo provvide di larghi appuntamenti. Hist. miscellæ l. XV. p. 99. Scr. Rer. It. t. I. Jornandes de Reg. et temp. successione. Ib. p. 239.

[8.] In ragione che un argomento storico è più complicato, richiede più o meno lavoro per riunire i materiali necessarj. Ogni stato ha la sua storia ed i suoi separati documenti; ho citato a piè di pagina i libri ed i documenti di cui mi valsi in appoggio della mia scrittura. Non era agevol cosa il riunire tante cose assieme: per riuscirvi soggiornai tre anni in Toscana patria dei miei antenati: poscia scorsi tre volte quasi tutta l'Italia, riconoscendo que' luoghi che servirono di teatro ai grandi avvenimenti. Ho travagliato in quasi tutte le biblioteche, visitati gli archivj di molte città e conventi; e perchè la storia d'Italia trovasi interamente legata con quella della Germania, percorsi ancora tutta questa contrada per cercarvi documenti storici. Finalmente ho fatto acquisto di tutti i libri che trattano de' tempi e dei popoli, che mi sono proposto di far conoscere. Mi sia permesso di parlare di tutte le fatiche da me sostenute, onde meritarmi, se fia possibile, la confidenza de' miei leggitori.

[9.] Pare che il nostro autore si proponesse a suo modello la prefazione premessa da Robertson alla sua vita di Carlo V, come questi aveva preso ad imitare i primi libri della storia fiorentina di Nicolò Machiavelli: ma come pensano alcuni che lo scrittore inglese non uguagliasse il suo inarrivabile esemplare, il nostro storico ancora rimase forse alquanto addietro di Robertson. Coloro che non leggessero che i primi sei capitoli di questa storia non potrebbero adequatamente giudicare del merito sommo e della nobiltà di quest'opera, che riempie un gran vuoto della storia italiana. N. d. T.

[10.] Procop. De Bello Goth. l. 1. c. 1. — Byzant. t. II. p. 2. — Jornandes De reb. Get. c. 46. t. I. — Rer. Ital. p. 214.

[11.] Veggansi Gibbon Storia della decadenza dell'impero romano c. 35. e 36., Murat. Ann. d'Italia an. 423=476. E tra gli autori originali la Storia miscella l. XIV. e XV. Scrip. Rer. It. t. I. p. 92=99; come pure le varie cronografie degli scrittori britannici.

[12.] All'epoca di cui si tratta non era dall'Italia, benchè dominata dagli stranieri, sbandita affatto ogni coltura, e si possono ricordare alcuni uomini illustri nelle lettere sacre e profane. Altronde tante facoltose famiglie che seco trassero nelle isole della Venezia letterati ed artefici e clienti d'ogni genere, e v'innalzarono l'edificio della libertà italiana, hanno potuto dividere colle provincie dell'impero greco il sacro deposito della coltura e dei lumi che abbandonavano le contrade d'Italia occupate dai barbari. Merita intorno a quest'argomento d'essere letta l'erudita dissertazione di Gerolamo Zanetti: Dell'origine d'alcune arti principali appresso i Veneziani. N. d. T.

[13.] Proc. de bello Got. l. I. Byzan. Hist. Scrip. Editio Ven. t. II. p. 2.

[14.] Teodorico entrò in Italia l'anno 489, ma non ne ultimò la conquista che colla presa di Ravenna, alla morte d'Odoacre l'anno 492. Una volta per sempre citerò in appoggio delle cronologie da me adottate gli Annali d'Italia del dottissimo Muratori.