[137.] Anast. Bibl. Vita Stefani III. t. III. p. I. p. 168. Lo stesso papa vien chiamato da quest'autore Stefano III, e dagli altri II.
[138.] Lettere 4. 5. e seguenti del cod. Carol. p. 96.
[139.] Annuente Deo rempublicam dilatans, et universam Dominicam plebem etc. Anast. Bibl. Vita Steph. III. t. III. p. 172. anno 755.
[140.] La pretesa donazione di Costantino è stata con tanta evidenza distrutta, che il nostro storico ha potuto, senza renderne ragione, chiamar prima quella di Pipino. N. d. T.
[141.] Il liber pontificalis ne dà i nomi delle città cedute, cioè Ravenna, Rimini, Pesaro, Fano, Cesena, Sinigaglia, Iesi, Forlimpopoli, Forlì, castel Sussubio, Montefeltro, Acceraggio, monte di Lucaro, Cera, castel San-Mariano, Bobbio, Urbino, Cagli, Luceolo, Gubbio e Comacchio. Anast. Bibl. p. 171.
[142.] Ecclesia sancta Dei et respubblica Romanorum. Epist. 7. 8. et 9. cod. Caral. p. 104. etc.
[143.] Agnelli lib. pontif. p. II, in vita Sergii archiepiscopi c. 4. t. II. Rer. Ital. p. 174.
[144.] Codex Carolinus epistola 69. p. 213., et passim.
[145.] Costantino Porfirogeneta nel decimo secolo dice che i papi erano sovrani di Roma. De Thematibus, l. II. Th. 10. p. 22. Ρώμη ἰδιοκρατορίαν ἔχειν, καὶ δεοπόζεθαι κυρίως, παρά τινος κατὰ καιρὸν Πάπα; pure ancora nel decimo secolo non era il papa che il più potente signore di Roma.
[146.] Agnellus in lib. pont, vita Sergii. t. II. p. 172.