[227.] Le prime convenzioni fatte con Pietro Leone vengono riportate dal Baronio all'anno 1110. § 2, e quelle di Sutri all'anno 1111. § 2; ma per ben intenderle convien leggere Petrus Diacon. Contin. Chronici Cassin. l. IV. c. 35. p. 513. e le lettere d'Enrico V. presso Dodechin. Ap. p. 668., ed abbreviate in Sigibertus Gemlac. Chronog. p. 861.

[228.] Chron. Monast. Cassin. l. IV. c. 38. p. 517. — Pandulp. Pisani vita Paschalis II. p. 357. — Vita Pascalis II ex Cardin. Arragonio p. 361.

[229.] Chron. Cassin. l. IV. c. 39. p. 517.

[230.] Veggasi quest'atto presso Sigeb. Gembl. Chron. p. 863.

[231.] Chron. Monast. Cassin. l. IV. c. 40, p. 518.

[232.] Baron. Annal. Eccl. ad ann. 1111. § 25.

[233.] Siccome i pretesi diritti de' papi alla sovranità di una parte dell'Italia non avevano altro fondamento che la donazione della contessa Matilde, è cosa veramente notabile, che in quell'atto di donazione non s'incontri un solo vocabolo indicante sovranità, diritti signorili, dominj di paesi e città, giustizie, omaggio di vassalli; nulla in somma fuorchè la semplice trasmissione dei dominj rurali. Pro remedio animae meae et parentum meorum, dedi et obtuli Ecclesiae sancti Petri, per interventum Domini Gregorii Papae VII, omnia bona mea jure proprietario, tam quae tum habueram, quam ea quae in antea aequisitura eram, sive jure successionis, sive alio quocumque jure, ad me pertinent, et tam ea quae ex hac parte montium habebam, quam illa quae in ultramontanis partibus ad me pertinere videbantur. La contessa aveva già fatta tale donazione sotto il papato di Gregorio VII, ma perdutasi la carta, la rinnovò in favore di Pasquale II. Questa carta è stampata in calce al poema di Donizzone. Script. Rer. Ital. t. V. p. 384.

[234.] Chron. Monas. Cassin. l IV. c. 60. e 61. p. 528.

[235.] Card. Arag. in vita Calix. II. p. 420. — Baronius Annal. Eccl. an. 1122. § 11. ec. p. 149. t. XII.

[236.] Pauli Diac. de Gest. Longob. l. III. c. 31. p. 451.