[184.] L'autore ebbe torto di seguire troppo minutamente i racconti del Rolandino, uno de' più caldi partigiani della fazione guelfa, e personalmente nemico di Ezelino. Fa veramente maraviglia che mostrando altrove tanta filosofia e buona critica, sia qui disceso a raccontare le puerili favole inventate sul conto d'Ezelino, che pur troppo era colpevole: ma per dare una giusta idea ancora de' suoi nemici, il nostro imparziale autore non doveva dissimulare il barbaro modo con cui fu sacrificata la famiglia d'Alberico da Romano, che forse non era alleata d'Ezelino: e convien dire che il suo animo non sostenne l'immagine di tanti orrori. N. d. T.

[185.] Monachi Patav. Chron. l. II, p. 707.

[186.] Nicolai de Jamsilla Historia p. 579.

[187.] Ib. p. 565, 566.

[188.] Nicolai de Jamsilla Historia p. 571.

[189.] Fu incoronato il giorno 11 agosto del 1258; e qui termina la sua storia Nicola de Jamsilla. Io lascio con dispiacere quest'amabile scrittore. Quantunque le sue storie non abbraccino che un periodo di otto anni dalla morte di Federico fino all'incoronazione di Manfredi = 1250-1258, seppe dare grandissima importanza al suo racconto. Un cuore caldo, un vivo affetto pel principe cui era attaccato, la perfetta conoscenza ch'egli aveva delle più minute circostanze degli avvenimenti, sono qualità poco comuni agli storici di que' tempi; e sentesi tanto più vivamente la sua mancanza perchè dopo di lui il regno di Napoli non ha più storici ghibellini.

[190.] Giannone Istoria Civile, l. XIX, p. 666.

[191.] Gio. Villani l. VI, c. 65, p. 199.

[192.] Flam. del Borgo Stor. Pis. l. VI, p. 349. — Malavolti Hist. di Siena p. I, Diss. V, p. 68. — Leon. Aret. l. II, c. 3, p. 41.

[193.] Tutti gli scrittori fiorentini hanno supposto che le prime truppe tedesche mandate da Manfredi in Toscana siano stati i cento uomini d'armi accordati a Farinata, e che il conte Giordano vi arrivasse dopo avuta notizia della disfatta dei primi. Il loro racconto contiene qualche inverosimiglianza di date; ma viene poi apertamente smentito dai pubblici registri degli archivj di Siena. Il Malav., Stor. di Siena p. II, l. I, p. 1-10, ha cercato di dimostrare quest'opposizione; ed io, per lo contrario, cerco di conciliare le due opinioni. I Fiorentini, quasi tutti coetanei, meritano al certo molta fede, ma la loro testimonianza non è che una sola, perchè il Villani copiò parola per parola Ricordano Malespini senza citarlo, come il Villani fu copiato da Coppo de' Stefani. Lionardo Aretino ripete a modo suo lo stesso racconto. Ricord. Malesp. c. 163-164, p. 987. — Gio. Vill. l. VI, c. 74-75. — Leon. Aret. l. II, p. 45, c. 5. — Flam. del Borgo Dissert. VI, p. 349. — Murat. Ann. ad an. t. XI, p. 34, 8.