[176.] Ant. Ital. Med. Ævi t. III, p. 251. — Veggansi inoltre gli Annali di Lodovico Monaldeschi scritti nel medesimo dialetto. Script. Ital. t. XII, p. 529.
[177.] Script Rer. Ital. t. IX, p. 1223. — t. X, p. 1. — t. IX, p. 935.
[178.] Bibliografia storica delle città e luoghi dello stato pontificio. Roma 1792.
[179.] Trist. Calchi Hist. Patriæ l. XVIII.
[180.] Chronicon Placent. XVI, p. 488.
[181.] Chronicon parmense t. IX, p. 847.
[182.] Guichenon Hist. généalog. de la maison de Savoie t. I, c. 11.
[183.] Guglielmi Venturæ Chron. Astense c. 14, t. XI. — Benven. de S. Georgio Hist. Montisf. t. XXIII, p. 403.
[184.] Trist. Calchi Hist. patriæ l. XVIII.
[185.] Chron. Est. t. XV. — Chron. Parm. t. IX. — Dante Aligh. Purg. c. VIII, v. 70, ec. Il poeta rinfaccia a Beatrice le seconde nozze con soverchia amarezza. Sembra preferire i Visconti di Pisa, da più secoli sovrani di Gallura, ai Visconti di Milano, usurpatori che dovevano in breve essere abbattuti. Gli storici milanesi, e specialmente il Corio ed il Merula prendono da questi versi motivo di farne acerbi rimproveri a Dante. Abbiamo altrove osservato che, sebbene queste famiglie portassero lo stesso nome, non avevano però un'origine comune.