[415.] Stef. Infessura Diar. Rom., p. 1229. — Rayn. Ann. Eccl. 1490, § 22, p. 402.
[416.] Marinæus Siculus de reb. Hispan., l. XIX, c. 22, p. 481. — Ann. Eccl. Rayn. 1483, § 47-48 e 328. — Mariana, l. XXIV, c. XVII, p. 106.
[417.] Mariana Hist. de las Hespanas, l. XXVI, c. I, p. 142. — Rayn. Ann. 1492, § 8, p. 408.
[418.] Eytat apud Raynaldum Ann. Eccl. 1483, § 49, p. 329.
[419.] Barth. Senaregae de Rebus Genuenses, t. XXIV, p. 531.
[420.] Raynaldi Ann. Eccl. A Trento nel 1475, § 37; nella Marca nel 1476, § 20; a Megalopoli l'anno 1492, § 9, ec. — Il continuatore delle Cronache di Monstrelet., vol. III, f. 195.
[421.] Ricordanze di Tribaldo de' Rossi. Deliz. degli Erud., t. XXIII, p. 238.
[422.] Alleg. Allegretti Diar. Sanese, p. 823.
[423.] Jovian. Pontanus de Sermone, l. II, c. ult., p. 1623. — Bayle Diction. crit., art. Cataldus. — Mémoires de Philippe de Comines, l. VII, c. XIV, p. 213.
[424.] Difficilmente potrebbe trovarsene un più spaventoso esempio di quello della persecuzione di Arras nel 1459, contro gl'infelici accusati di vaudoisie. Ecco il come viene raccontato da Monstrelet. Cronique du roi Charles VII, t. III, f. 84. «In quest'anno nella città d'Arras, nel paese d'Artois, avvenne un terribile e compassionevole caso, che chiamossi, non saprei per quale ragione, vaudoisie. Ma si dicevano essere alcune persone d'ambo i sessi che si trasportavano, per virtù del demonio, dai luoghi in cui si trovavano, e subito giugnevano in luoghi solitarj, ne' boschi o ne' deserti, ove raccoglievansi in grandissimo numero, uomini e donne, e colà trovavano un diavolo in forma d'uomo, di cui non vedevano mai il volto; e questo diavolo dava loro i suoi comandi ed ordinanze, e come ed in qual modo dovevano essi adorarlo e servirlo. Poi facevasi da ciascuno di loro baciare il deretano, indi contava a ciascheduno un poco di danaro, ed all'ultimo loro somministrava vino e cibi in grande abbondanza, di cui essi si nutrivano: indi tutt'ad un tratto ognuno s'avvicinava ad una, ed in quell'istante spegnevasi la luce, e conoscevansi l'un l'altro carnalmente, e ciò fatto si trovavano tutti nello stesso luogo di dove erano da prima partiti.»