«A cagione di questa follìa furono prese ed imprigionate molte persone di qualità della detta città d'Arras, ed altre persone di minor conto; e vennero talmente angustiate e così terribilmente tormentate, che gli uni confessarono essere loro accaduto tal caso, come abbiamo detto, e molti di più confessarono d'avere veduti e conosciuti nelle loro adunanze molti ragguardevoli personaggi, prelati, signori ed altri, governatori di balliagi e di città, val a dire coloro, secondo la fama comune, che gli esaminatori loro nominavano e ponevano in bocca, onde a forza di pene e di tormenti essi gli accusavano e dicevano che veramente gli avevano veduti, e questi, così nominati, venivano subito dopo imprigionati, e posti alla tortura tanto e così lungamente, e tante volte, ch'erano forzati a confessare; e furono quelli che appartenevano al basso popolo giustiziati e bruciati inumanamente. Altre più potenti e ricche persone si ricomperavano a forza di danaro per ischivare le pene e le vergogne che loro si facevano; e tali altri vi furono dei più grandi, che furono ammoniti e sedotti dagli esaminatori, che loro davano ad intendere, e loro promettevano, se confessavano il caso, che non perderebbero nè corpo nè roba. V'ebbero alcuni che soffrirono con maravigliosa pazienza e costanza le pene ed i tormenti, ma nulla confessarono a loro danno... e non devesi qui tacere ciò che molti uomini dabbene hanno abbastanza conosciuto, che questa maniera di accusa fu una cosa inventata da certi scellerati per incolpare, distruggere o disonorare, o per desiderio di vendetta, alcune ragguardevoli persone, contro le quali nudrivano inveterato odio.»
Soltanto a motivo di questo sospetto lo storico ardisce questa volta parlarne liberamente. Quasi ogni anno s'incontrano indizj di somiglianti persecuzioni in uno o in altro luogo; ma i cronicisti, risguardandole come giuste e sante, non le ricordano ordinariamente che con una parola.
[425.] Bullarium Rom. Innoc. VIII, Constit. X. — Apud Raynaldum Ann. Eccl. 1486, § 57, t. XIX, p. 377.
[426.] A difesa della chiesa romana ho di già indicata la Storia delle rivoluzioni delle chiese protestanti di monsignor Bossuet, cui di nuovo per l'ultima volta rimetto il lettore cattolico. N. d. T.
[427.] Ann. Eccl. Raynaldi, 1489, § 19, p. 396.
[428.] Ann. Eccl. ex Burchardi Diariis, 1489, § 21, p. 397. — Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 63. — La cerimonia dell'invio del cappello e della consacrazione di Giovanni de' Medici si fece nell'abbadia di Fiesole il 9 gennajo del 1492. — Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 186; e più circostanziatamente Roscoe Life of Lorenzo Appendix, § 65. — Roscoe ha pure riprodotta una lettera di Lorenzo a suo figlio intorno ai suoi doveri ed alla condotta da tenersi nel sacro collegio, dov'era il più giovane, non solo de' cardinali presenti, ma di quanti cardinali vi erano stati in addietro. Ivi, § 66, t. IV, p. 89.
[429.] Scip. Ammirato, l. XXVI, p. 184-186. — Istorie di Gio. Cambi, t. XX, p. 39. Questo storico era figlio del gonfaloniere Neri Cambi ammonito in quest'occasione.
[430.] An. Eccl. Raynaldi, 1489, § 8 e 9, p. 394.
[431.] Scipione Ammirato, t. XXVI, p. 184-185.
[432.] Istorie di Gio. Cambi, t. XXI, p. 54.