— Ora, avanti!
Il comando di Thornton risuonò come un colpo di pistola. Buck si gettò in avanti, tendendo i tiranti, con sbalzi a scosse. L’intero corpo era raccolto strettamente in sè nel tremendo sforzo, i muscoli si gonfiavano e contorcevano come delle cose vive sotto il pelame di seta. Il suo largo petto era proteso e abbassato sino a terra, la testa in avanti, mentre le zampe gli si muovevano furiose, e gli unghioni scavavano la neve battuta, in solchi paralleli. La slitta oscillava e tremava, quasi smossa. Uno dei piedi del cane sdrucciolò, e un uomo gemette rumorosamente. Poi la slitta si mosse, con un succedersi rapido di scosse, benchè, in realtà non si fosse fermata più... Mezzo pollice... un pollice... due pollici... Le scosse diminuirono percettibilmente; a mano a mano che la slitta avanzava, Buck cessava le scosse, finchè alla fine la slitta filò, senza oscillare.
Gli uomini mandarono un gran sospiro e ricominciarono a respirare; chè senz’accorgersene, avevano cessato per un momento di respirare. Thornton correva dietro la slitta incoraggiando Buck con brevi parole liete. La distanza era stata misurata prima, e mentre il cane s’avvicinava alla pila di legna da ardere, che segnava il termine dei cento metri, incominciava a levarsi un plauso sempre più alto, che divenne clamore di urli, allorchè, oltrepassata la legna da ardere, il cane si fermò, ad un comando. Tutti gli uomini esultavano pazzamente; persino Matthewson. Gettavano in aria cappelli e manopole; scambiavano strette di mano col più vicino, chiunque fosse, vociando, come in una confusionaria babele.
Ma Thornton cadde in ginocchio accanto a Buck. Con la testa centro la testa, lo scrollava in avanti e in dietro. Quelli ch’erano corsi dietro a lui l’udirono che malediceva Buck, e lo malediceva a lungo e con fervore, ma dolcemente e amorosamente.
— Perdio, signore! Perdio, signore! — balbettò rauco il re di Skookum Bench — Vi dò mille dollari per lui, mille, signore, mille e duecento, signore.
Thornton s’alzò in piedi: aveva gli occhi bagnati. Le lagrime gli rigavano liberamente e copiosamente le gote.
— Signore, — disse al re di Skookum Bench, — no, signore. Potete andare al diavolo, signore. Non ho altro da dirvi e da fare.
Buck afferrò tra i denti la mano di Thornton, che lo scrollò avanti e indietro. Come animati da comune impulso, gli spettatori si ritirarono a rispettosa distanza; abbastanza discreti per interromperli nuovamente.
CAPITOLO VII. IL RICHIAMO DELLA VOCE.
Buck, facendo guadagnare mille seicento dollari in cinque minuti a Giovanni Thornton, rese possibile al suo padrone di pagare alcuni debiti che aveva e di partire con i suoi soci verso oriente, alla ricerca di una favolosa miniera, la cui storia era vecchia quanto la storia del paese. Molti uomini l’avevano cercata; pochi l’avevano trovata; e molti non erano più ritornati dalla ricerca. Questa perduta miniera era immersa nella tragedia e avvolta nel mistero. Nessuno sapeva chi fosse stato il primo a scoprirla. La più antica tradizione finiva prima della scoperta di essa. Si diceva che a principio era un’antica e diroccata capanna.