Ernesto scese dalla vettura. Il suo sguardo era stato attratto da una frangia di capelli bianchi, che scendevano su delle spalle ricoperte solo da una camicia di cotone. Non lo guardavo in quel momento; solo quando mi fu di nuovo vicino e l’automobile si mosse, mi disse:

— Era il vescovo Morehouse.

Fummo presto in aperta campagna, ed io gettai un ultimo sguardo verso il cielo coperto di fumo. Il rumore appena percettibile di un’esplosione ci giunse da molto lontano. Allora nascosi il volto sul cuore di Ernesto e piansi dolcemente la Causa perduta. Il suo braccio mi stringeva con amore, più eloquente di ogni parola.

— Perduta per questa volta, cara, — mormorò; — ma non per sempre. Abbiamo imparato molte cose. Domani la Causa si rialzerà più forte, per saggezza e disciplina.

L’automobile si fermò alla stazione dove dovevamo prendere il treno per Nuova York. Mentre aspettavamo lungo la banchina, tre direttissimi lanciati verso Chicago passarono con un rumore di tuono. Erano carichi di lavoratori stracciati, gente dell’Abisso.

— Leve di schiavi per la ricostruzione della città. — disse Ernesto. — Tutti quelli di Chicago sono stati uccisi.

CAPITOLO XXV. I TERRORISTI.

Soltanto alcune settimane dopo il nostro ritorno a Nuova York, Ernesto ed io potemmo valutare tutta l’importanza del disastro per la Causa. Era uno stato di cose amaro e sanguinoso.

In diversi luoghi, qua e là, in tutti i paesi, erano scoppiate rivolte e avvenuti massacri di schiavi. La lista dei martiri cresceva rapidamente. Innumerevoli esecuzioni avevano avuto luogo un po’ dappertutto. La montagna e le contrade deserte rigurgitavano di proscritti e di rifugiati inseguiti senza pietà. I nostri stessi rifugi erano zeppi di compagni sulla cui testa pendeva una taglia. Per informazioni fornite dalle spie, molti dei nostri asili furono invasi dai soldati del Tallone di Ferro.

Un gran numero di nostri amici, scoraggiati e disperati per il crollo delle loro speranze, propendevano per una tattica terroristica. Sorgevano pure nuove organizzazioni di combattimento che non erano affiliate alle nostre e che ci fecero molto male.[121] Questi traviati, pur prodigando follemente la loro vita, facevano spesso fallire i nostri disegni e ritardare la nostra ricostruzione.