Ma le sole ferrovie non bastavano ad assorbire rapidamente quelle enormi ricchezze. I 2.500.000 dollari di J. D. Rockefeller non tardarono a diventare cinque, sei milioni il mese, fino a 75.000.000 di dollari l’anno. I petrolî si mutavano in continuo guadagno, e i guadagni, a loro volta impiegati in altre imprese, davano nuovi milioni ogni anno.

I Rockefeller entrarono, allora, a fare parte dell’industria del gas e dell’elettricità, appena queste industrie, abbastanza sviluppate, costituirono un sicuro impiego. Ed ora gran parte del popolo americano, qualunque sia il genere di illuminazione che adopera, è costretto ad arricchire i Rockefeller, quando il sole tramonta. Poi si lanciarono nell’impresa delle ipoteche sulle fattorie. Si racconta che qualche anno fa, quando la prosperità aveva permesso ai fittavoli di liberarsi dalle ipoteche, J. D. Rockefeller ne fosse addolorato fino alle lacrime; otto milioni di dollari che egli credeva bene impiegati, a un buon interesse, per degli anni, gli venivano rigettati sulle braccia, e domandavano un nuovo impiego. Questo aggravio inatteso del suo perpetuo cruccio di trovare un impiego a favore dei bimbi, dei nipoti, e dei pronipoti del suo petrolio, era più di quanto potesse sopportare un uomo afflitto da cattive digestioni...

I Rockefeller misero capitali nello sfruttamento delle miniere di ferro, carbone, rame e piombo, poi in altre società industriali, nei tranvai, nell’acquisto di titoli nazionali di Stato e municipali, per lo sfruttamento delle grandi linee marittime, dei battelli a vapore, dei telegrafi, dei bassifondi, per la costruzione dei grattacieli, delle case, degli alberghi e delle grandi costruzioni per uffici, nelle assicurazioni sulla vita e nelle banche. Non ci fu, ben presto, un solo campo dell’industria dove i loro milioni non fossero in opera...

La Banca Rockefeller — la National City Bank — è la più importante degli Stati Uniti. Ed è superata solo dalla Banca d’Inghilterra e dalla Banca di Francia. I depositi oltrepassano, in media, cento milioni di dollari al giorno; essa domina il mercato dei valori di Wall Street, come la borsa dei fondi pubblici. Ma non è sola: costituisce il primo anello di una catena di Banche Rockefeller che comprende quattordici banche e consorzi nella Città di New-York, oltre le banche fortissime e influentissime in tutti i grandi centri monetarî del paese.

J. D. Rockefeller possiede fondi della Standard Oil, per un valore di quattro o cinque milioni di dollari. Ha cento milioni di dollari nel trust dell’acciaio, quasi altrettanto in un altro, e così via, al punto che la mente si stanca nell’elencarne le ricchezze.

Le sue entrate furono, l’anno scorso, di cento milioni di dollari circa; e sembra che tutte le entrate di Rockefeller insieme, raggiungano una somma maggiore, che aumenta a sbalzi continui.

[67]. Le Centurie Nere, «the Black Hundreds», (le Camice Nere di quel tempo) erano delle bande reazionarie organizzate dalla plutocrazia decadente, durante la Rivoluzione Russa. Questi gruppi reazionari attaccavano i gruppi rivoluzionari. Inoltre, al momento opportuno sollevavano il popolo e distruggevano le proprietà per fornire all’autocrazìa un pretesto per chiamare i Cosacchi.

[68]. Sotto il regime capitalista i periodi di crisi erano tanto inevitabili, quanto assurdi. La proprietà era sempre causa di calamità. Il fatto era dovuto, naturalmente, all’eccesso di guadagno non consumato.

[69]. In teoria e in pratica, in tutto, fuorchè nel nome, i crumiri erano i soldati segreti dei capitalisti. Perfettamente organizzati e armati, erano sempre pronti ad essere lanciati con treni speciali, sui paesi dove i lavoratori si mettevano in isciopero o erano messi in riposo dai loro padroni. Solo un’epoca così straordinaria poteva dare lo spettacolo di un certo Farley, noto capo dei crumiri, che nel 1906 attraversò gli Stati Uniti con treni speciali, da Nuova York a San Francisco, alla testa di un esercito di 2500 uomini armati ed equipaggiati per ostacolare lo sciopero dei carrettieri di quest’ultima città. Quest’atto era un’infrazione pura e semplice alle leggi del paese. Ma il fatto che la cosa rimase impunita, come migliaia di atti consimili, mostra fino a qual punto l’autorità giudiziaria fosse sotto il dominio della plutocrazia.

[70]. Durante uno sciopero di minatori dell’Idaho, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, molti scioperanti furono richiusi dalla truppa, in un parco bestiame. La cosa ed il nome si perpetuarono nel ventesimo secolo.