[120]. Molte case resistettero più di una settimana: una di esse resistette undici giorni. Ogni casa fu presa d’assalto come un forte, e i Mercenarî furono obbligati ad attaccare piano per piano. Fu una lotta micidiale. Non si chiedeva nè si concedeva tregua. In quel genere di combattimento, i rivoluzionarii avevano il vantaggio di essere in alto. Furono alla fine distrutti, ma a prezzo di forti perdite. Il fiero proletariato di Chicago si mostrò degno della sua antica reputazione. Tanti morti ebbe, altrettanti nemici uccise.
[121]. Gli annali di questo intermezzo di sconforto furono scritti col sangue. La vendetta era il motivo dominante; i membri delle organizzazioni terroriste non si preoccupavano punto della loro vita e non sapevano nulla dell’avvenire. I Danites, ch’ebbero nome dagli angeli vendicatori della Mitologia dei Mormoni, e origini nelle montagne del Great West, si sparsero lungo tutta la costa del Pacifico, dal Panama all’Alaska. Le Valchirie erano una organizzazione di donne, e la più terribile di tutte. Non era ammessa nell’organizzazione se non colei che avesse avuto parenti prossimi assassinati dall’Oligarchia. Avevano la crudeltà di torturare i loro prigionieri fino alla morte. Un’altra famosa organizzazione femminile era quella delle Vedove di Guerra. I Berserkers (guerrieri invulnerabili della mitologia scandinava) formavano un gruppo affine a quello delle Valchirie, composto di uomini che non davano importanza alla vita. Furono essi a distruggere completamente la città dei Mercenarî chiamata Bellona, con una popolazione di più di centomila anime. I Bedlamiti e i Helldamiti erano associazioni gemelle di schiavi. Una nuova setta religiosa, che non prosperò a lungo, si chiamava «Lo sdegno di Dio». Questi gruppi di gente terribilmente seria, avevano i nomi più fantastici; fra gli altri: «I cuori sanguinanti»; «I figli dell’alba»; «Le stelle mattutine»; «I fenicotteri»; «I tre triangoli»; «Le tre Barre»; «I Rubonici»; «I Vendicatori»; «Gli Apaches» e gli «Erebusiti».
[122]. Qui è interrotto il manoscritto di Everhard. Fu interrotto bruscamente, a mezzo d’una frase. Avis dovette essere avvisata dell’arrivo dei Mercenarî, perchè ebbe tempo di mettere in salvo il manoscritto prima di scappare o di essere fatta prigioniera. È doloroso che non sia vissuta per finirlo, poichè avrebbe certamente fatta la luce sul mistero che, da settecento anni, avvolge la condanna e la morte di Ernesto Everhard.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.