— Non so, non so come sia accaduto.

— Per un po’ di negligenza, forse?

— No, non direi, per negligenza: facevo delle ore supplementari, e credo che fossi stanco. Ho lavorato diciassette anni in quella officina, ed ho osservato che le disgrazie capitano proprio poco prima del fischio della sirena[26]. Scommetterei che ne accadono più nell’ora che precede l’uscita, che nel resto della giornata. Un uomo non è così vigile quando ha sfaccendato per parecchie ore senza fermarsi mai. Ho veduto abbastanza casi, per saperla lunga; bravi operai tagliati a pezzi, o presi nella piallatrice o schiacciati.

— Ne avete visti tanti?

— Cento e cento; e dei fanciulli anch’essi vittime.

Tranne alcuni particolari orribili, il racconto dell’accidente era perfettamente conforme a quanto avevo già udito. Siccome gli domandavo se avesse mancato a qualche norma regolamentare circa il funzionamento della macchina, alzò la testa.

— Ho fatto saltare la correggia con la destra ed ho voluto levare il sasso colla sinistra. Non ho guardato bene se la correggia fosse tutta staccata: credevo che con la destra avessi fatto il necessario, e allungai il braccio sinistro... e, siccome la correggia era staccata solo a metà, il mio braccio fu preso e schiacciato.

— Avete dovuto soffrire atrocemente, — dissi, con simpatia.

— Perdio, lo schiacciamento delle ossa... non è divertente!

Le sue idee erano un poco confuse circa la richiesta del pagamento dei danni e interessi. La sola cosa chiara per lui era che non avevano voluto dargli il minimo compenso. Secondo lui, la decisione contraria del tribunale era dovuta alla testimonianza dei capi-operai e del vice-direttore che, secondo la sua espressione, non avevano detto ciò che avrebbero dovuto dire. E risolvetti di andare da loro.