Il piccolo avvocato spalancò gli occhi un istante e poi ogni traccia di combattività si cancellò dal suo volto.
Ricominciò a lamentarsi.
— La partita non era uguale per me. Si sono fatti beffe di Jackson, e di me con lui. Quale probabilità di riuscita avevo? Il colonnello Ingram è un grande avvocato. Se non fosse un giurista di prim’ordine, credete voi che avrebbe in mano le Filande della Sierra, del Sindacato Fondiario di Erston, della Berkeley Consolidée, dell’Oakland, della S. Leandro e della Società Elettrica Pleasantos? È un avvocato delle corporazioni, e questi avvocati non sono pagati per essere stupidi. Perchè mai le Filande della Sierra, esse sole gli dànno ventimila dollari l’anno? Perchè, capirete bene, agli occhi degli azionisti vale quella somma. Io, non volgo tanto. Se valessi tanto, non sarei uno spostato, un morto di fame, obbligato ad assumere degli affari come quello di Jackson. Che cosa credete che avrei guadagnato se anche avessi vinto il processo?
— Penso che l’avreste spogliato[27].
— Naturalmente, — esclamò irritato. — Bisogna pure che io viva[28].
— Ma egli ha moglie e figli.
— Io pure ho moglie e figli. E non c’è nessuno al mondo, me eccettuato, che si preoccupi che non muoiano di fame!
Il suo viso si addolcì improvvisamente. Egli aprì la cassa dell’orologio e mi fece vedere le fotografie di sua moglie e di due bimbette.
— Guardate, eccole! Ne abbiamo viste! Le posso ben dire. Avevo intenzione di mandarle in campagna se avessi vinto quel processo. Non stanno bene qui, ma non ho i mezzi per farle vivere altrove.
Quando mi alzai per congedarmi, ricominciò il suo piagnisteo: