— Non ho avuto la più piccola fortuna! Il colonnello Ingram e il giudice Caldwell sono amicissimi. Non dico che quell’amicizia avrebbe influito sulla causa se avessi ottenuto una deposizione come si deve, all’esame dei testi, ma devo aggiungere, però, che il giudice Caldwell e il colonnello Ingram frequentano la medesima loggia, lo stesso circolo. Abitano nello stesso quartiere, dove non posso vivere io. Le loro mogli sono sempre insieme. E fra loro è uno scambio di partite di Whist, ed altri trastulli del genere.
— E voi credete, pertanto, che Jackson avesse il diritto dalla parte sua?
— Non lo credo: ne sono sicuro. In principio credetti, persino, che avesse probabilità di riuscita; ma non l’ho detto a mia moglie per non darle un’inutile speranza. Era ossessionata dall’idea di un soggiorno in campagna. È stata abbastanza delusa, anche così.
A Pietro Donnelly, uno dei capi-operai che avevano deposto al processo, domandai: — Perchè non avete richiamato l’attenzione sul fatto che Jackson era stato ferito perchè aveva cercato di evitare un guasto alla macchina?
Riflettè a lungo prima di rispondermi; poi si guardò attorno, con aria sospetta e dichiarò:
— Perchè ho una moglie e i tre più bei bimbi che si possa immaginare.
— Non capisco.
— In altre parole, perchè sarebbe stato imprudente parlare così.
— Volete dire...
M’interruppe con foga: