ferisco i piedi e bevo il mio dolore».
L’uditorio era agitato, ma non commosso. Il vescovo Morehouse non se ne accorgeva. Seguiva la sua via con cuore fermo.
«Ecco perchè dico ai ricchi, fra voi, e a tutti i ricchi: «Voi avete crudelmente oppresso le pecore del Maestro, voi avete indurito i vostri cuori, avete indurito i vostri orecchi, alle voci che gridano sulla via, voci di sofferenza e di dolore che non volete sentire, che però saranno esaudite un giorno! Ecco perchè lo predico...».
Ma in questo momento, i signori Jones e Ward che da un po’ si erano alzati dai loro scanni, presero il vescovo per un braccio e lo trascinarono giù dal palco, mentre l’uditorio rimaneva oppresso dallo scandalo.
Appena in istrada, Ernesto scoppiò in una risata che mi urtò i nervi. Il mio cuore stava per iscoppiare sotto il peso delle lagrime.
— Ha comunicato loro il suo messaggio! — esclamò il mio compagno. — La forza di carattere e la tenerezza profondamente insita nella natura del vescovo, si sono rivelate agli occhi dei suoi uditori cristiani che l’amavano, e questi ne hanno concluso che egli non aveva la testa a posto. Avete veduto con quanta sollecitudine gli hanno fatto abbandonare il palco? In verità, l’inferno deve aver riso di questo spettacolo.
— Pure, ciò che il vescovo ha detto questa sera, provocherà una forte impressione, — osservai.
— Lo credete? — chiese Ernesto ironicamente.
— Farà molta sensazione, — affermai. — Ho veduto i cronisti scrivere come matti, mentre egli parlava.
— Neppure una parola di quanto ha detto, apparirà domani sui giornali.