— Mai! mai! — esclamarono i presenti, eccitati e combattivi.

— Mi volete dire che cosa farete, quando sarà venuto quel giorno? — chiese Ernesto.

— Ci solleveremo con tutta la nostra forza, — esclamò il signor Asmunsen, la cui risolutezza fu salutata da nutrite approvazioni.

— Sarà la guerra civile, — osservò Ernesto.

— E sia la guerra civile! — rispose Asmunsen, approvato da nuove acclamazioni. — Noi non abbiamo dimenticato le gesta dei nostri antenati. Per la nostra libertà siamo pronti a combattere e a morire.

Ernesto, sorridendo, disse:

— Non dimenticate, signori, che poco fa eravamo tacitamente d’accordo che la parola libertà, nel caso vostro, significa licenza di spremere gli altri per ricavarne un utile.

Tutti i convitati erano infuriati, animati da uno spirito bellicoso. Ma la voce di Ernesto dominò il tumulto:

— Ancora una domanda: dite che vi solleverete con tutta la vostra forza quando il Governo fosse strumento dei trusts; per conseguenza, il Governo adopererebbe contro la vostra forza l’esercito regolare, la marina, la milizia, la polizia, in una parola tutta la grande macchina della guerra organizzata dagli Stati Uniti. Dove sarebbe allora la vostra forza?

Sui volti apparve una profonda costernazione.