«Il lavoro non ha niente di concreto da prendere: la sua parte di ricchezza nazionale consiste in abiti, mobili, e, in casi rarissimi e sporadici, in una casa libera da ipoteche. Ma voi avete della ricchezza concreta, ne avete per ventiquattro miliardi, e la plutocrazia ve li prenderà. Naturalmente, è più verosimile che sia il proletariato che ve li prenda prima. Non vedete la vostra posizione, signori? La vostra classe media è la pecorella tremante, fra il leone e la tigre. Se non sarete dell’uno, sarete dell’altro. E se la plutocrazia vi avrà prima, il proletariato avrà in seguito la plutocrazia: è soltanto questione di tempo.
«Ed anche la vostra ricchezza attuale non dà la misura della vostra potenza. Ora come ora, la forza della vostra ricchezza è una conchiglia vuota. Perciò emettete il vostro lamentoso grido di guerra: «Ritorniamo ai metodi dei nostri padri». Sentite la vostra impotenza, ed il vuoto della vostra conchiglia. Vi farò vedere tale vacuità:
«Qual’è il potere dei fittavoli? Più del 50 per cento sono in servaggio perchè semplici livellarii o perchè oppressi da ipoteche; e tutti sono sotto tutela per il fatto che i trusts possiedono o governano (che è poi la stessa cosa) tutti i mezzi per immettere i prodotti nel mercato, come apparecchi frigoriferi, ascensori, ferrovie e linee di navigazione. Inoltre, i trusts governano i mercati. Del potere politico e governativo dei fittavoli, mi occuperò parlando di quello della classe media. Di giorno in giorno, i trusts schiacciano i fittavoli come hanno strozzato il signor Calvin e tutti i lattai; e di giorno in giorno i venditori sono schiacciati nello stesso modo. Ricordate come, in sei mesi, i trusts del tabacco sieno riusciti a distruggere più di quattrocento spacci di sigari, nella sola Nuova York? Dove sono gli antichi padroni delle miniere del carbon fossile? Sapete certo, senza che io debba ripeterlo, che oggi il trust delle ferrovie possiede e dispone di tutti i terreni minerarii di antracite e di bitume.
«Lo «Standard Oil Trust» non possiede forse una ventina di linee marittime? Non dispone pure del rame? senza parlare del trust degli alti forni che ha organizzato, come un’impresa secondaria?
«Vi sono diecimila città negli Stati Uniti, illuminate, questa sera, dalle società dipendenti dalla Standard Oil, e altrettante dove i trasporti elettrici, urbani e suburbani, o interurbani, sono nelle sue mani. I piccoli capitalisti, una volta cointeressati in queste migliaia di imprese, sono spariti. Lo sapete. Voi vi avviate per la stessa strada.
«Lo stesso avviene ai fabbricanti; tutto considerato, gli uni e gli altri, sono oggi ridotti a un vassallaggio feudale. E si può dire lo stesso dei professionisti e degli artisti che oggi, salvo il nome, sono dei plebei, mentre i politicanti sono dei servi.
«Perchè mai, signor Calvin, passate i giorni e le notti a organizzare i fittavoli, come il resto della classe media, in un nuovo partito politico? Perchè i politicanti dei vecchi partiti non vogliono, perchè sono, come ho detto, i servitori, i lacchés della plutocrazia.
«Ho pure detto come professionisti e artisti sieno plebe, nel regime attuale. E che altro sono? Dal primo all’ultimo, professori, predicatori, editori, disimpegnano le loro mansioni servendo la plutocrazia, il loro ufficio consiste nel propagare solo idee inoffensive o laudative per i ricchi. Tutte le volte che tentano di propagare idee minacciose per questi, perdono il posto; in questo caso, se non hanno messo da parte nulla per i tempi grami, discendono verso il proletariato, e vegetano nella miseria o diventano i mestatori del popolo. E non dimenticate che la stampa, il pulpito e l’università, modellano l’opinione pubblica, dànno il tono alla marcia mentale della nazione. Quanto agli artisti, fanno semplicemente da mezzani ai gusti più o meno ignobili della plutocrazia.
«Ma, in sostanza, la ricchezza non costituisce un vero potere da sola; è un mezzo per ottenere il potere, che è governativo per essenza. Chi detiene oggi il governo? forse il proletariato con i suoi venti milioni di persone impiegate in occupazioni varie? Voi stessi ridete, a quest’idea. Forse la classe media, con i suoi otto milioni di membri che esercitano professioni varie? Neppure. Chi dunque detiene il potere del governo? La plutocrazia, con appena un quarto di milione di persone occupate. Eppure non è questo quarto di milioni di uomini che lo detiene realmente, quantunque faccia da guardia volontaria. Il cervello della plutocrazia che guida il governo si compone di sette piccoli e possenti gruppi. E non dimenticate che, oggi, questi gruppi agiscono quasi all’unisono[63].
Permettetemi di abbozzarvi la potenza di un solo di questi gruppi, quello delle Ferrovie. Ha quarantamila avvocati, per rigettare le istanze del pubblico, davanti ai tribunali: distribuisce innumerevoli fogli di viaggi circolari gratuiti ai giudici, ai banchieri, ai direttori di giornali, ai pastori, ai membri delle Università, delle legislature di Stato e del Congresso. Mantiene ricchissimi e lussuosi focolai di intrigo, le lobbies[64] nel capoluogo di ogni Stato e nella capitale, e in tutte le grandi e piccole città del paese: adopera un immenso esercito di azzeccagarbugli e di politicanti, che hanno il compito di partecipare ai comitati elettorali e alle assemblee di partito, di circuire i giurati, di subornare i giudici, e di adoperarsi con tutte le loro forze a favore degl’interessi del gruppo[65].