La signora Morse non dovette stentar molto a capire, dal contegno di Ruth quando fu a casa, che qualche cosa era accaduto. Il rossore persistente del volto e soprattutto gli occhioni lucidi rivelavano un gran turbamento di felicità.

— Che è successo? — domandò la signora Morse, con labbra tremanti.

E senza attendere la risposta, la madre la cinse con le braccia e le accarezzò dolcemente i capelli.

— »Non ha parlato, — proseguì Ruth disperatamente. — Io non me lo aspettavo, e non l’avrei mai lasciato parlare... ma non ha detto nulla.

— Ma se non ha detto nulla, nulla è dunque accaduto, non è vero?

— Ma... sì, appunto.

— Dio mio, figliola, che mi racconti! — fece la signora Morse disorientata. — Allora non ci capisco più nulla. Che è successo, dunque?

Sorpresa, Ruth guardò sua madre. — Pensavo che avessi capito. Ebbene siamo fidanzati, Martin ed io.

La signora Morse diede in uno scroscio di risa incredule.

— No, egli non ha detto nulla, — spiegò Ruth. — Mi amava, ecco. Sono rimasta stupita come te: non ha detto una parola: mi ha soltanto passato il braccio adorno alla vita e... e io non sono stata più io. E mi ha abbracciata e io l’ho abbracciato, senza poter resistere; era una forza superiore alla mia volontà. Allora ho capito che l’amavo.