— Che cos’è quest’odore? — domandò lei ad un tratto.

— Uno dei profumi di lisciva di Maria, credo, — fu la risposta.

— No, no, non questo: qualche altra cosa, come un odore disgustoso, nauseante...

Martin annusò l’aria coscienziosamente prima di rispondere.

— Non sento altro che puzzo di tabacco...

— È questo! È orribile! Perchè fumate tanto, Martin?

— Non so... fumo di più quando sono solo. Eppoi è una inveterata abitudine! Fumavo già da bambino.

— Non è una bell’abitudine, — rimproverò lei. — Manda un puzzo cattivo.

— La colpa è del tabacco: non posso prendere se non quello a buon mercato. Ma aspettate che abbia avuto le mie duecento lire! Fumerò del tabacco che non darà fastidio neppure agli angeli del paradiso! Ma non è vero che non c’è male: due accettazioni in tre giorni? Queste duecento lire serviranno a pagare tutti i miei debiti.

— Duecento lire per due mesi di lavoro? — interrogò Ruth.