— Le preferisco alle altre donne: sono un po’ buffe, ma hanno poche pretese.

— Ma le altre donne vi piacciono?

Egli scosse il capo negativamente.

— Quella donna delle case di lavoro operaie non è che un pappagallo sociologico; scommetto che a guardarla contro la luce non si trova in lei neppure un’idea originale. Quanto alla donna pittrice, è noiosa in modo odioso: sarebbe una moglie perfetta pel cassiere. E la musicista! A me importa poco che abbia delle dita straordinarie, che la sua tecnica sia perfetta e il suo sentimento meraviglioso; certo si è che non capisce nulla di musica.

— Suona magnificamente, — protestò Ruth.

— Sì, la sua ginnastica musicale è perfetta; ma le ho domandato ciò che la musica significasse per lei, — voi sapete come questo genere di cose m’incuriosisca, — e mi ha risposto che non sa altro se non che adora la musica che è la più grande delle arti, e che lei vive solo per essa.

— Voi le avete costrette tutte a parlar di cose del mestiere!

— Debbo confessarvelo? E se non sono riuscite a interessarmi, pensate un po’ quale sofferenza mi avrebbero procurato se m’avessero parlato d’altro! Sentite, io credevo un tempo che qui, in questo ambiente dove si godono tutti i benefici della cultura...

Egli si fermò un momento e rivide lo spettro dei suoi anni giovanili, che, col cappello sulle ventitrè, dondolandosi, entrava e attraversava il salotto. — Sì, vi dicevo: credevo che tutti gli uomini raggiassero d’intelligenza; e, invece, sono sorpreso di vedere che coloro che non sono delle nullità addirittura sono opprimenti. Evidentemente, il professore Caldwell è diverso; questo sì che è un uomo, nel quale la minima particella della materia grigia è intelligente.

La faccia di Ruth s’illuminò.