— Bah! — fece, di rimando, con calma. — Nella Transcontinental c’erano soltanto dei ladri, ma qui, almeno, voi siete tutti campioni di boxe.

— Bisogna dire, signor Eden, — gli gridò dall’alto l’editore de La Vespa, — che, per poeta, siete abbastanza campione anche voi! Dove dunque, avete imparato quel cross col destro, se è lecito?

— Là dove voi avete imparato quella mezza-nelson, — rispose Martin. — Comunque, avete un occhio pesto.

— Spero che a voi non venga il torcicollo, — disse l’editore, con premura. — E dite un po’: se andassimo a bere un bicchiere tutti insieme?

E così, ladri e derubato bevvero insieme, d’accordo su questo: che aveva vinto il più forte, e che le 75 lire de «La Peri e la Perla» appartenevano di diritto al personale de La Vespa.

CAPITOLO XXXIV.

Arturo rimase al cancello, mentre Ruth s’arrampicava per la scaletta di Maria. Essa udì il ticchettìo rapido della macchina da scrivere, e trovò Martin, il quale stava per finire l’ultima pagina d’un manoscritto. Lei veniva ad accertarsi s’egli si sarebbe, sì o no, recato a pranzo da loro il giorno della festa nazionale; ma prima che avesse aperto la bocca, Martin saltò subito sull’argomento di cui era tutto pieno.

— Sentite! lasciatemi leggervi questo! — esclamò raccogliendo i fogli del manoscritto. — È il mio ultimo lavoro, ed è molto diverso da tutto ciò che ho scritto sinora; così diverso, che mi fa un po’ paura... Eppure mi pare che debba andar bene. Giudicatene. È una storia di Hawai, e l’ho intitolata «Wiki-Wiki».

Il suo volto era raggiante di gioia creatrice. Sebbene Ruth fosse rimasta colpita dalle mani gelide di lui e tremasse nella camera non riscaldata, pareva non sentire il freddo. Essa ascoltò attentamente; e, sebbene egli non avesse osservato altro che disapprovazione sul volto di lei, le domandò lo stesso, alla fine della lettura:

— Francamente, che ve ne pare?