— Mica male! mica male! — mormorò il giudice. — È un’ottima malizia, in una discussione, rovesciare i termini della questione.

— Da parte vostra! — e nel dir ciò, Martin lanciava lampi dagli occhi, ma si contenne. — Vedete, signor giudice, io ho sentito i vostri discorsi durante la campagna elettorale. Per un fenomeno di auto-suggestione, voi vi persuadete di credere al metodo delle competizioni, e alla supremazia del più forte, e nello stesso tempo voi approvate, tanto più, tutte le norme capaci di diminuire la potenza del più forte.

— Giovanotto...

— Ricordate che ho ascoltato i vostri discorsi, — ripetè Martin. — È evidente che il vostro modo di vedere in materia d’ordinamento degli scambî interni, del trust delle ferrovie, e per ciò che riguarda la «Standard Oil», la conservazione delle foreste e molte altre norme restrittive, è nettamente socialista.

— E vorreste farmi credere che voi non approvate il regolamento di quegli odiosi abusi di potere?

— Questa è un’altra questione. Io tengo soltanto a provarvi l’inanità della vostra diagnosi. Voglio dirvi che il microbo del socialismo non mi ha toccato, e che invece rode e castra voi. Quanto a me, io sono un avversario deciso del socialismo, come anche della vostra democrazia ibrida, che non è altro che un pseudo socialismo ricoperto d’orpello di contrabbando. Io sono reazionario, talmente reazionario, che le mie idee vi debbono sembrare incomprensibili, incomprensibili a voialtri che vivete nella menzogna d’un’organizzazione sociale truccata, e che non avete una vista abbastanza penetrante per scoprire il trucco. Voi fate finta di credere alla prevalenza del più forte e alle leggi del più forte; io credo; ecco la diversità. Non molto tempo fa, io ero come voi; le vostre idee mi avevano persuaso; ma i mercanti, i commercianti, sono al massimo dei padroni paurosi che passano la vita leccando piattini. Allora, vedete, mi sono orientato verso l’aristocrazia. Qui, a questa tavola, io sono il solo individualista. Secondo me, lo Stato non è nulla. Io attendo l’uomo forte, il Cavaliere senza paura, che verrà a salvar lo Stato da questo nulla fangoso. Nietzsche aveva ragione — non perderò il tempo a spiegarvi chi fosse Nietzsche — ma aveva ragione. Il mondo è dei forti, di coloro che uniscono la forza alla nobiltà d’animo, che non s’avvoltolano nei pantani putridi dei compromessi, nei boccali, e negli affari più o meno sospetti. Il mondo appartiene al gran bruto di razza, a colui che non ha che una parola e la rispetta, ai veri aristocratici. Ed essi mangeranno voialtri socialisti spaventati dal socialismo; la vostra bassa e vile morale da schiavi non vi salverà. Io so benissimo che tutto ciò è ebraico per voi, e non vi annoierò di più, ma ricordatevi di questo: vi saranno non più di dodici individualisti in tutta Oakland, e Martin Eden è uno di questi.

Egli si voltò verso Ruth, volendo significarle che era deciso a non discutere oltre.

— Sono esausto, — diss’egli con voce fioca. — Non mi rimane che la forza d’amarvi.

E fece finta di non udire il signor Morse che diceva:

— Non sono convinto: tutti i socialisti sono gesuiti nel profondo dell’animo. Ecco che cosa bisogna dir loro.