Martin riflettè un momento, poi rispose:

— No: non mi fa nè caldo nè freddo. Però è probabile che i miei rapporti con la famiglia di Ruth diventino un tantino più bruschi. Suo padre mi ha sempre immaginalo socialista, e questa stupida storia par fatta a bella posta per rinforzare tale convincimento. Non che mi curi della sua stima, ma a che scopo? Vorrei leggervi ciò che ho fatto oggi. Si tratta di «Troppo tardi», s’intende: ne ho già fatto quasi la metà.

Egli leggeva ad alta voce, quando Martin aprì la porta, fece entrare un giovanotto tutto lindo, il cui sguardo vivo, fatto un giro intorno, osservò il fornello a petrolio, e gli utensili di cucina, prima d’arrivare sino a Martin.

— Segga, — disse Brissenden.

Martin fece posto al giovanotto, sul letto, e aspettò ch’egli comunicasse loro lo scopo della visita.

— L’ho sentita parlare ieri sera, signor Eden, e vengo a intervistarla, — fece lui.

Brissenden scoppiava dal ridere.

— Un compagno socialista? — domandò il reporter, che con occhio svelto aveva già sbirciato il cadaverico personaggio.

— È lui l’autore di quest’articolo! — fece soavemente Martin. — Come! ma è addirittura un ragazzo!

— Perchè non lo pigliate a pugni? — rispose Brissenden. — Io pagherei un biglietto da mille dollari, per avere, durante cinque minuti soltanto, i miei polmoni di un tempo.