— Vorrei essere impiccato se quello lì non è Mart!... — disse una voce, e una mano cordiale gli battè sulla spalla. — Dove sei stato durante tutto questo tempo? Hai navigato? Vieni a bere un bicchiere!

Ritrovò tutta la sua banda, la sua banda d’una volta, tranne qualcuno che mancava e qualche faccia nuova. Non erano affatto dei fornaciai, ma come un tempo, frequentavano i ritrovi della domenica, per il ballo, le lotte ed il divertimento. Martin bevve in loro compagnia e si sentì rivivere. Quale follia averli lasciati! — riflettè; certo, sarebbe stato mille volte più felice se fosse rimasto fra loro, senza libri, senza cultura, senza alte relazioni. Eppure, la birra gli sembrava meno buona d’una volta; Brissenden gli aveva guastato le bevande a buon mercato; i libri gli avrebbero anche guastato i compagni di gioventù? Egli non volle riflettere a queste cose, e si diresse verso la sala da ballo, dove incontrò Jimmy, il piombatore, in compagnia d’una biondona che lo lasciò immediatamente per Martin.

— Bah! è come una volta! — dichiarò Jimmy alla compagnia che lo pigliava in giro vedendo che Martin e la bionda ballavano con slancio.

— E io me ne infischio un po’! sono troppo contento di rivederlo! Guardate come balla bene! È meraviglioso! E la capisco, quella ragazza!

Ma Martin rese la bionda a Jimmy, e la banda dei compagni si divertì a guardare le coppie che giravano come un vortice ridendo e celiando a gara. Tutti erano contentoni di rivedere Martin. Essi ignoravano tutto della sua carriera letteraria durante quei lunghi mesi, ma l’amavano come uomo. Il cuore solitario si adagiò in quel bagno di cordialità; egli si sentiva come un sovrano ritornato d’esilio.

Così se la godette liberamente, e come al tempo d’una volta, quando ritornava dal mare, fornito della paga, gettò il denaro a piene mani. A un certo punto, egli scorse Lizzie Connolly che ballava con un giovane operaio; poco dopo, facendo il giro della sala egli la ritrovò seduta a un tavolino, che prendeva dei rinfreschi. Sorpresa e tutta contenta di rivederlo, lei gli chiese di accompagnarla in giardino, dove avrebbero potuto parlare senza che la sua voce fosse soffocata dal frastuono dell’orchestra. Dalle prime parole scambiate egli la sentì sua. Tutto lo provava: l’orgoglioso abbandono de’ suoi occhi, il dono carezzevole della persona tesa verso di lui, il modo come lei beveva le minime parole. Non era più la giovinetta ch’egli aveva conosciuta, ma una donna, ora; e la sua bellezza non aveva perduto nulla del fascino selvaggio, il cui ardore sembrava più contenuto, più discreto.

Com’era bella! Dio! com’era bella!... Egli sentiva che bastava che le dicesse: «Vieni», perchè lei lo seguisse in capo al mondo.

Stava così meditando, quand’ecco, sulla sua testa, un colpo così formidabile che per poco non lo buttò a terra. Era un magistrale colpo di pugno assestatogli con tale precipitazione e con tale furore, che non aveva raggiunto il bersaglio: la mascella di Martin. Il quale si voltò vacillando e, vedendosi nuovamente il pugno addosso, con la rapidità d’un bolide, s’abbassò vivacemente. Il colpo passò senza sfiorarlo neppure, trascinando l’uomo, che girò su se stesso. Martin lo seguì con un vigoroso crochet di destro, accompagnato dal peso di tutto il corpo. L’uomo cadde sul fianco, si rialzò di balzo, si lanciò nuovamente come un forsennato. Martin vide una faccia convulsa dalla collera e si domandò quale potesse esserne la causa; ma, pur sorpreso com’era, lo colpì con un formidabile destro, e l’uomo cadde rovescio indietro, inanimato. Jimmy e la sua banda accorsero verso di essi.

Martin era tutto eccitato e vibrante. Ecco che ritrovava i giorni d’una volta, con i balli, le lotte e i divertimenti! Pur vigilando con occhio prudente il suo avversario, egli guardò Lizzie. Di solito, le donne lanciano delle grida quando accadono di queste cose; ma lei non aveva gridato: trattenendo il respiro, leggermente curva innanzi, col volto avvivato, guardava con interesse appassionato e con occhi nei quali fiammeggiava un’ardente ammirazione.

L’uomo s’era rialzato e si dibatteva fra le mani che cercavano di trattenerlo.