— Mi aspettava, lei! mi aspettava, lei! — gridava a squarciagola. — Aspettava che ritornassi, e poi quel ruffiano lì è venuto a togliermela.

Lasciatemi, vi dico! Lo voglio conciare per le feste!

— Che ti piglia? — disse Jimmy, tenendolo solidamente. — Quel ruffiano è Martin Eden, e non ha le mani di pasta frolla, t’avverto, e ti mangia vivo, se lo stuzzichi.

— Io non voglio essere derubato così! — esclamò l’altro.

— Egli ha vinto Flying Dutchman, lo conosci, quello? — proseguì Jimmy, con tono conciliante. — E in cinque rounds. Tu non resisteresti neppure un minuto contro di lui, sai!

Questa informazione parve produrre un effetto calmante, perchè l’irascibile giovanotto degnò Martin d’uno sguardo calcolatore.

— Non ha l’aria d’essere così bravo, — ghignò poi, diventato già più calmo.

— Così, appunto, aveva pensato Flying Dutchman, — rispose Jimmy. — Su, vieni. Non mancano donne. Vieni dunque.

Il giovanotto acconsentì a lasciarsi tirare verso la sala da ballo, e tutta la banda lo seguì.

— Chi è quello? — disse Martin a Lizzie. — E poi, che diavolo l’ha preso?